28 aprile 2018: Giornata mondiale per la salute e la sicurezza sul lavoro

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              Come ogni anno, anche nel 2018 UMdL partecipa alla Giornata mondiale per la salute e sicurezza sul lavoro  sostenuta anche dalla International Labour Organization (ILO) e supportata dalla International Social Security Association (ISSA). e dalle Nazioni Unite (UN). Quest’anno la Giornata è associata alla Giornata Mondiale Contro il Lavoro Minorile che si celebra ogni anno il 12 giugno.
Il 28 Aprile è anche il giorno dell’International Workers’Memorial Day; maggiori informazioni sulle iniziative organizzate per l’occasione sono disponibili sul sito AFL-CIO America’s Union website  e su 28april.org.

Quest’anno il tema della Giornata mondiale è “GENERATION SAFE AND HEALTHY” / “GENERAZIONE SICURA & IN SALUTE“). Qui il link al report ufficiale sull’argomento dal titolo: Improving the Safety and Health of Young Workers / Migliorare la Sicurezza e la Salute dei Giovani Lavoratori e i messaggi chiave della Campagna.  Di seguito viene riportata una traduzione in italiano di quanto espresso dall’ILO nella pagina ufficiale di presentazione della Campagna .

“Quest’anno, la Giornata mondiale per la la salute e sicurezza sul lavoro (SafeDay) e la Giornata Mondiale Contro il Lavoro Minorile (WDACL) si uniscono in una campagna comune per il miglioramento delle condizioni di sicurezza e di salute lavorativa dei giovani e dei minori. 

Lo scopo della Campagna è quello di dare un ulteriore impulso al raggiungimento degli obiettivi del Sustainable Development Goals (SDGs): 8.8 sulla sicurezza e la prevenzione negli ambienti di lavoro per tutti i lavoratori entro il 2030 e 8.7 in merito al porre fine a tutte le forme di lavoro minorile entro il 2025. Per raggiungere tali risultati e far sì che tutta la nuova generazione di lavoratori possa beneficiarne occorre che ci sia un approccio coordinato e integrato diretto all’eliminazione del lavoro minorile e la promozione della cultura della prevenzione per la salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro (OSH)

I 541 milioni di giovani lavoratori (tra i 15 ed i 24 anni) – numero che comprende 37 milioni di minori impiegati in attività lavorative pericolose – costituiscono più del 15% della forza lavoro mondiale; tra loro si registra un tasso di incidenti non mortali fino al 40% superiore  rispetto ai lavoratori di età superiore ai 25 anni. 

Sono molti i fattori che incrementano la vulnerabilità dei più giovani ai rischi per la salute e sicurezza presenti a lavoro, come ad esempio la non adeguata maturità a livello fisico e psicologico, l’assenza di esperienza lavorativa e di tirocini formativi, una limitata consapevolezza dei pericoli lavoro-correlati, uno scarso potere contrattuale che può indurre i giovani lavoratori ad accettare i compiti più pericolosi o condizioni lavorative disagiate. 

La Campagna SafeDay 2018 evidenzia l’importanza fondamentale di sottolineare queste problematiche e migliorare la salute e la sicurezza dei lavoratori più giovani, non solo nell’ottica della promozione di un impiego lavorativo giovanile decente, ma anche per unire questi sforzi nella lotta contro il lavoro minorile più pericoloso e, in generale, a tutte le forme di lavoro minorile.  

Secondo i dati raccolti dall’ANMIL in merito agli incidenti mortali sul lavoro in Italia, riportati dai mezzi di informazione, all’aprile del 2018 si sono verificati 78 incidenti mortali; in tutto il 2017 gli eventi sono stati 306.

Lucio Fellone (lucio.fellone@gmail.com / lucio.fellone@unisi.it)

Link alle precedenti Giornate Mondiali per la Salute e la Sicurezza sul Lavoro

Aggiornato al 26/04/2018


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Il link al Report ILO per la Campagna: Improving the Safety and Health of Young Workers

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Settimana Mondiale delle Vaccinazioni 2018

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              UMdL sostiene la Settimana Mondiale delle Vaccinazioni 2018 organizzata dalla WHO. La Settimana si celebra tra il 23 ed il 28 aprile 2018.

Come viene evidenziato dal sito ufficiale della Campagna:

L’immunizzazione salva milioni di vite ed è stata ampiamente riconosciuta a livello mondiale come uno degli interventi sanitari di maggior successo e con un miglior rapporto costo-beneficio. Nel Mondo restano ancora più di 19 milioni di bambini non vaccinati o parzialmente vaccinati, il che li pone seriamente a rischio di patologie potenzialmente fatali.

Il tema di quest’anno è “Tutti Assieme Protetti, #iVacciniFunzionano” / “Protected Together, #VaccinesWork”; lo scopo è quello di sforzarsi di aumentare la copertura vaccinale per tutelare il benessere di tutti.

Global Vaccine Action Plan 2011-2020 (GVAP)Questa settimana serve a  dare ulteriore spinta al Global Vaccine Action Plan 2011-2020 (GVAP), un accordo approvato dall’Assemblea Mondiale della Sanità nel maggio 2012 per raggiungere l’accesso universale alle vaccinazioni e beneficiarne globalmente entro il 2020. 

Ciascuna Regione dell’Organizzazione Mondiale della Sanità si è attivata per la Settimana, la Regione Europea della WHO si è mostrata molto attiva promuovendo la Settimana Europea delle Vaccinazioni (EIW). Lo slogan a livello europeo è “Prevenire. Proteggere. Immunizzare.” / “Prevent. Protect. Immunize“. Per l’Europa l’immunizzazione è vitale per prevenire le malattie e proteggere la vita. L’obiettivo della Settimana Europea dell’Immunizzazione 2018 è quello di incrementare la consapevolezza dell’importanza dell’immunizzazione tra i familiari e coloro che prestano assistenza, gli operatori sanitari, politici, amministratori e mezzi di informazione. Esiste anche un forum europeo sui diversi aspetti dell’immunizzazione e dei vaccini: Immunize Europe Forum.

Il sito italiano di riferimento che contiene tutte le informazioni aggiornate sulle Vaccinazioni è quello disponibile sul portale EpiCentro: Il portale dell’epidemiologia per la sanità pubblica alla pagina apposita sulle Vaccinazioni

Lucio Fellone (lucio.fellone@gmail.com / lucio.fellone@unisi.it) / Dott.ssa Sveva Indini (sveva.indini@gmail.com)

Aggiornato al 23/04/2018


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Giornata Mondiale della Tubercolosi 2018

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Web

Anche quest’anno UMdL partecipa attivamente alla Giornata Mondiale per la lotta alla Tubercolosi 2018 organizzata dalla Stop TB Partnership e supportata dalla World Health Organization (WHO) e dal Centers for Disease Control and Prevention (CDC).

Tutti i materiali relativi alla campagna di quest’anno sono disponibili all’indirizzo web: http://www.stoptb.org/events/world_tb_day/2018/materials.asp.

Traducendo in italiano dalla scheda informativa (WHO – Tuberculosis (TB) –Thematic fact sheets- Global tuberculosis report 2017) relativa al Global TB Report 2017 della WHO si evince:

NONOSTANTE I PROGRESSI E LE MILIONI DI VITE SALVATE, GLI INTERVENTI E GLI INVESTIMENTI A LIVELLO GLOBALE SONO BEN AL DI SOTTO DI QUELLI NECESSARI

LA SITUAZIONE E LA RISPOSTA ALLA TB

La tubercolosi (TB) è una malattia contagiosa e si trasmette per via aerea.

La TB è una delle 10 cause principali di morte al mondo. Rappresenta anche la principale causa di decessi correlati alla resistenza antimicrobica e tra coloro che sono affetti da HIV.

Il peso

Nel 2016, nel mondo si sono verificati 10,4 milioni di nuovi casi di TB, dei quali 6,2 milioni tra gli uomini, 3,2 milioni tra le donne ed 1 milione tra i bambini. Nel 10% di tutti i nuovi casi il paziente era colpito anche da HIV. In 7 paesi si sono verificati il 64% dei nuovi casi: India, Indonesia, Cina, Filippine, Pakistan, Nigeria e Sud Africa.

Nel 2016 sono morte 1,7 milioni di persone per TB*, tra esse 0,4 milioni era affetta anche da HIV. A livello globale la mortalità correlata alla TB è diminuita del 37% tra il 2000 ed il 2016.

Il rapporto tra i casi e la mortalità dovuti alla malattia oscilla dal 5% in alcuni paesi al 20% nella maggior parte dei paesi nella Regione Africana della OMS. Questo è la conseguenza di una disparità tra i paesi in merito all’accesso ad una diagnosi di TB e ad un trattamento che dovrebbe essere effettuato.

Cura e prevenzione della TB

Il trattamento della TB ha salvato 53 milioni di vite in tutto il mondo tra il 2000 ed il 2016.

9789241565516-engNel 2016, sono stati notificati alle autorità nazionali  e segnalati alla OMS 6,3 milioni di nuovi casi di TB. Ciò evidenzia un gap di 4,1 milioni tra casi i incidenti e quelli notificati, con India, Indonesia e Nigeria che contribuiscono a quasi alla metà di questo gap. A livello globale nel 2015, il successo del trattamento tra coloro che hanno avuto una nuova diagnosi di TB è stato dell’83%.

TB farmaco resistente

La OMS stima che ci siano verificati 600.000 nuovi casi con farmaco-resistenza alla rifampicina, il farmaco di prima linea più efficace. Di tutti questi 490.000 erano affetti da TB multifarmaco-resistente (MDR-TB)**; quasi la metà  sono concentrati in India, Cina e nella Federazione Russa.

Sono stati selezionati ed hanno iniziato una terapia per la MDR-TB un totale di 129.689 pazienti (il 22% dei quali considerati recentemente idonei a ricevere il trattamento). Globalmente, i dati mostrano una tasso di cura medio pari solo al 54% per i pazienti trattati per MDR-TB. Nel 2016, è stato stimato che il 6,2% delle persone con MDR-TB fossero affetti da tubercolosi estensivamente farmaco-resistente (XDR-TB). Nel 2014, i pazienti con XDR-TB hanno avuto un tasso di successo del trattamento pari al 30%.

Indirizzare le epidemie congiuntive di TB ed HIV

Nel 2016, il 57% dei pazienti con TB avevano un risultato documentato di verifica per l’HIV. Nella regione Africana, che presenta la più alta diffusione di TB/HIV, l’82% dei pazienti con TB conosceva il proprio stato in merito all’HIV. A livello globale, l’85% dei casi di pazienti con tubercolosi HIV-positivi notificati nel 2016 sono stati iniziati ad una terapia antiretrovirale. Tuttavia, solo il 39% del totale delle persone affette da HIV e che si stima abbiano sviluppato la TB sono stati indirizzati alla terapia antiretrovirale.

Trattamento preventivo della TB

Un totale di 940.269 persone che sono stati di recente inclusi in una cura per l’HIV hanno iniziato il trattamento preventivo per la TB. Inoltre, 161.740 bambini al di sotto dei 5 anni (il 13% dei 1,3 milioni di bambini che avrebbero potuto) sono stati trattati preventivamente.

Diffusione della diagnosi, , dei nuovi farmaci e regimi terapeutici

Dalla fine del 2016, almeno 28 paesi con un’elevata diffusione della TB, della MDR-TB e TB/HIV hanno adottato algoritmi nazionali che hanno indicato il test Xpert MTB/RIF quale test diagnostico iniziale da effettuare a tutti coloro che presentino segni e sintomi di TB polmonare.

Almeno 35 paesi hanno adottato regimi terapeutici contro la MDR-TB più brevi. Nell’ambito degli sforzi tesi ad aumentare la guarigione da MDR/XDR-TB, 89 paesi e territori hanno iniziato ad usare la bedaquilina e 54 hanno utilizzato il delamanid a partire dal giugno 2017.

RICERCA E SVILUPPO

Nel 2017 sono emerse alcune nuove tecnologie diagnostiche e la valutazione del GeneXpert Omni®, inteso come uno strumento di avvicinamento alla cura con un test molecolare rapido, è stato rinviato.

Ci sono 17 farmaci che sono in trials di fase I, II o III, di questi 8 sono nuovi prodotti, 2 trattamenti hanno ricevuto approvazione accelerata o condizionata dalle autorità di regolamentazione sulla base di risultati di fase IIb e 7 farmaci sono stati riqualificati. Diverse nuove combinazioni di regimi terapeutici sono attualmente in trials di fase II o di fase III.

Sono presenti 12 possibili vaccini in trials clinici: 3 in fase I e 9 fase II o fase III. Nuovi strumenti diagnostici, farmaci e vaccini sono necessari per raggiungere gli ambiziosi obiettivi prefissati dalla End TB Strategy.

COPERTURA SANITARIA UNIVERSALE E PROTEZIONE SOCIALE

Sondaggi sui costi affrontati dai pazienti con TB e dalle loro famiglie sono stati condotti in 7 paesi: Ghana, Kenya, Myanmar, Filippine, Repubblica della Moldavia, Timor Est e Vietnam.  I risultati evidenziano un costo economico e finanziario elevato causato dalla malattia tubercolare.

Nel 2016, dei 10,4 milioni di nuovi casi di TB a livello globale, si stima che 1,9 milioni fossero attribuibili alla malnutrizione, 1 milione all’infezione da HIV, 0,8 milioni al fumo e 0,8 milioni al diabete.

FONDI PER LA TB

I finanziamenti richiesti per una completa risposta alla epidemia globale di TB nei paesi a basso e medio reddito è valutato di 9,2 miliardi di dollari USA, non tenendo conto dei costi per la ricerca e lo sviluppo.

Sulla base di quanto è stato riportato dai paesi, sono stati messi a disposizione per la prevenzione, la diagnosi ed il trattamento della TB 6,9 miliardi di dollari nel 2017, lasciando un gap di quasi 2,3 miliardi di dollari. Complessivamente l’84% dei fondi disponibili nel 2017 provenivano da risorse interne. Tuttavia, queste cifre sono fortemente influenzate dai paesi del gruppo BRICS (Brasile, Federazione Russa, India, Cina e Sud Africa). I BRICS hanno stanziato il 46% di tutti fondi disponibili per la TB nel 2017, il 95% di questa quota proveniva da risorse interne. Il finanziamento legato a donazioni internazionali resta cruciale in altri paesi con elevata diffusione di TB. Esso, infatti, rappresenta il 48% dei fondi disponibili in 25 paesi al di fuori dei BRICS e costituisce il 56% di quelli disponibili nei paesi a basso reddito.

Per la ricerca e lo sviluppo sarebbero necessari almeno ulteriori 1,2 miliardi di dollari USA all’anno per accelerare lo sviluppo di nuovi strumenti.

* Quando una persona HIV-positiva muore per patologie correlate alla TB, la causa di decesso nel sistema della Classificazione Internazionale delle Malattie (ICD-10) viene attribuita alla HIV.
** La tubercolosi multifarmaco-resistente (MDR-TB) è definita come la malattia con resistenza alla rifampicina ed all’isoniazide. La OMS raccomanda che tutti i pazienti con TB rifampicina-resistenti (RR-TB) siano trattati con un regime terapeutico per MDR-TB di seconda-linea.
[“Translated into Italian by Lucio Fellone (lucio.fellone@gmail.com / lucio.fellone@unisi.it) for Updating Medicina del Lavoro from WHO – Tuberculosis (TB) – Thematic fact sheets- Global tuberculosis report 2017. WHO is not responsible for the content or accuracy of this translation. In the event of any inconsistency between the English and theinsert language translation, the original English version shall be the binding and authentic version.”]

Tra il 16 ed il 17 novembre 2017, 118 delegazioni nazionali hanno partecipato ad una Moscow_Declaration_to_End_TB_final_ENGLISHConferenza mondiale che ha portato alla sottoscrizione della “Dichiarazione di Mosca per la fine della TB“.  La Dichiarazione è servita ad indirizzare le 4 principali aree di sviluppo per contrastare la tubercolosi: PORTARE AVANTI LE AZIONI DI CONTRASTO ALLA TB NELL’AMBITO DELL’AGENDA DEI SUSTAINABLE DEVELOPMENT GOALS (SDGS); ASSICURARE UN FINANZIAMENTO SUFFICIENTE E SOSTENIBILE; PERSEGUIRE SCIENZA, RICERCA ED INNOVAZIONE; SVILUPPARE UN’INTELAIATURA MULTISETTORIALE DI RESPONSABILITÀ.

Recentemente è stata pubblicata una nuova guida sulla gestione dei pazienti affetti da Latent TB INFECTIONtubercolosi latente (LTBI) dal titolo Latent TB Infection: Updated and consolidated guidelines for programmatic management

Una traduzione del riepilogo generale all’intero documento è stato fatto dalla Dott.ssa Sveva Indini ed è disponibile alla seguente pagina web: Sintesi – Infezione tubercolare latente: linee guida aggiornate e rafforzate per una gestione programmatica. Qui è disponibile la Executive Summary originale.

Dati WHO del 2016 mostrano che in Italia la mortalità per Tubercolosi (tra i non affetti da HIV) è stata di 0,33 (0,33–0,34) ogni 100.000 persone, l’incidenza della TB nella popolazione è stata di 3,7 (3,1-4,2) casi per 100.000 abitanti. Questi ed ulteriori dati sono disponibili nella banca dati alla pagina: Tuberculosis country profiles.

WORLD TB DAY 2017: UNITE TO END TB  Join the 2018 Campaign!

Lucio Fellone (lucio.fellone@gmail.com / lucio.fellone@unisi.it) / Dott.ssa Sveva Indini (sveva.indini@gmail.com)

I nostri link alla: Giornata Mondiale della Tubercolosi 2017Giornata Mondiale della Tubercolosi 2016,  Giornata Mondiale della Tubercolosi 2015,  Giornata Mondiale della Tubercolosi 2014.

Aggiornato al 24/03/2018

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Giornata mondiale per la lotta all’epatite virale 2017

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        UMdL partecipa alla Giornata mondiale per la lotta all’epatite virale “ELIMINIAMO L’EPATITE” del 28 luglio organizzata dalla World Hepatitis Alliance, NOhep e sostenuta dalla Organizzazione Mondiale della Sanità (WHO) e dal Centers for Disease Control and Prevention (CDC). A questo link è collegato l’elenco degli eventi previsti in tutto il Mondo.

UMdL è inserita nell’elenco delle organizzazioni che supportano la Campagna (a questo link).

Dopo un anno il movimento globale NOhep (www.nohep.org), che ha lo scopo di promuovere l’eliminazione dell’epatite virale entro il 2030, ha raggiunto una grande visibilità (NOhep foglietto illustrativo in italiano, material relativo alla Campagna).

Il motto di NOhep è: “UNISCITI A NOhep PER FAR SI’ CHE LA SCOMPARSA DELL’EPATITE VIRALE SIA IL NOSTRO PROSSIMO GRANDE SUCCESSO“.

Questo video è esplicativo della Campagna NOhep per il quale UMdL ha effettuato la traduzione dei sottotitoli nella lingua italiana.

Queste 2 immagini della Campagna riportano le parole di Nelson Mandela (“L’educazione rappresenta la più potente opportunità per cambiare il Mondo“) e del Mahatma Gandhi (“Il futuro dipende da ciò che viene fatto OGGI“).

Quelle che seguono illustrano i dati relativi alla diffusione ed alla distribuzione dell’epatite virale e di alcune patologie ad esse correlate nel Mondo ed in Italia:

  • Diffusione ad oggi dell’epatite virale B e C nel Mondo (le informazioni sono fornite dalla WHO);

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  • il 70% dei casi di epatite virale siano distribuiti in 28 Paesi nel Mondo (immagine realizzata per la campagna ELIMINATE HEPATITIS 2017);

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  • quantità di DALYs (Attesa di vita in anni vissuta con disabilità / Disability-adjusted life years) collegati in Italia all’epatite B, alla cirrosi e al tumore epatico ad essa correlato nel 2015 (le informazioni provengono dal sito www.healthdata.org);
    Dati epatite B in Italia 2015
  • quantità di DALYs collegati in Italia all’epatite C, alla cirrosi e al tumore epatico ad essa correlato nel 2015 (le informazioni provengono dal sito www.healthdata.org).

Dati epatite C in Italia 2015

     L’Organizzazione Mondiale della Sanità nel maggio 2016 ha adottato la “Strategia mondiale per il settore sanitario contro l’epatite virale, 2016-2021” (“Global Health Sector Strategy on Viral Hepatitis, 2016-2021”) che si pone l’obbiettivo di ridurre del 90% le nuove infezioni di epatite virale e di ridurne la mortalità del 65%. La WHO ha fornito il Global Hepatitis Report 2017 sulla diffusione dell’epatite virale nel Mondo.

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E’ il caso di ricordare l’importanza di garantire a tutti gli operatori sanitari la sicurezza nelle operazioni che prevedono l’effettuazione di iniezioni.

Maggiori informazioni della WHO sono disponibili sul sito Injection safety campaign ed Injection safety tools and resources.

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Lucio Fellone (lucio.fellone@unisi.it / lucio.fellone@gmail.com) / Ultima modifica il 28/07/2017
Link all’articolo sulla Giornata mondiale della lotta all’epatite virale 2016
 Link all’articolo sulla Giornata mondiale della lotta all’epatite virale 2015
Link all’articolo sulla Giornata mondiale della lotta all’epatite virale 2014

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World Health Day 2017

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UMdL partecipa alla Giornata Mondiale della Salute che si celebra il 7 Aprile 2017 sostenuta dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (WHO).

Argomento principale dell’edizione di quest’anno è la Depressione. Per l’occasione sono previsti numerosi eventi nel mondo ed è stata organizzata una campagna dal titolo “Depressione: parliamone“. A questo link sono disponibili tutti i posters; qui disponibili i video.

Forniamo la nostra traduzione autorizzata in italiano del documento realizzato dalla Federazione Mondiale per la Salute Mentale (WFMH) dal titolo “DEPRESSIONE SUL LUOGO DI LAVORO“.

Inoltre, proponiamo alcuni estratti in italiano del Comunicato Stampa della WHO del 30 marzo 2017 proprio sulla Depressione:

”      La Depressione è la prima causa di malattia e disabilità al mondo. Secondo gli ultimi dati della WHO, attualmente più di 300 milioni di persone al mondo sono colpite da Depressione, con un aumento superiore al 18% tra il 2005 ed il 2015. La carenza di supporto per le persone affette da disturbi mentali, associato al timore legato a luoghi comuni, fa sì che molte persone non accedano ai trattamenti necessari per avere nuovamente una vita sana e produttiva.

Questi nuovi dati sono stati comunicati alla vigilia della Giornata Mondiale della Salute del 7 Aprile, il culmine della campagna annuale “Depressione: parliamone“. L’obiettivo principale della campagna è che venga richiesto e fornito aiuto ad un sempre maggior numero di persone affette da depressione, in qualunque parte del mondo.

[…]

E’ necessario anche un maggiore investimento. In molti paesi è assente o presente in misura limitata un supporto per le persone affette dai disturbi mentali. Anche in nazioni ad alto reddito, quasi il 50% delle persone colpite dalla Depressione non ricevono una cura. In media, solo il 3% degli stanziamenti dei governi per la salute è destinato alla salute mentale, con una variazione da meno dell’1% in paesi a basso reddito al 5% nei paesi ad alto reddito.

Investire nella salute mentale ha anche un ritorno economico. Ogni dollaro investito nell’incrementare il trattamento della Depressione e dei Disturbi d’Ansia produce un ritorno di 4 dollari ottenibile da un miglioramento della salute e della capacità lavorativa. La cura viene effettuata solitamente o con la psicoterapia o mediante trattamento con farmaci antidepressivi oppure combinando entrambi. mhGAP Intervention Guide- engGli approcci possono essere forniti anche da personale sanitario non specializzato, a seguito di un breve corso di preparazione,  e mediante l’uso della guida della WHO, la “WHO’s mhGAP Intervention Guide“. Più di 90 paesi, di differente reddito, hanno introdotto programmi che forniscono un trattamento per la Depressione ed per altri disturbi mentali utilizzando questa Guida all’Intervento…”

(Traduzione in italiano di alcuni contenuti della news release “Depression: let’s talk” says WHO, as depression tops list of causes of ill health)

Cos’è la Depressione?” Il sito della World Health Day 2017 fornisce questa definizione così tradotta in italiano:

Cos’è la Depressione?

La Depressione è una malattia caratterizzata da persistente tristezza e perdita di interesse per le attività che di solito provocano piacere, accompagnata da una incapacità di eseguire le normali attività quotidiane, per almeno 2 settimane. Inoltre, le persone colpite da Depressione usualmente presentano alcuni dei seguenti sintomi: perdita di energia; cambiamenti nell’appetito; maggiore o minore sonno; ansietà; riduzione della concentrazione; indecisione; irrequietezza; sentimenti di impotenza, colpa o disperazione; pensieri di autolesionismo e suicidio.

(tradotto dal box What is Depression? della WHD 2017)

Sul piano occupazionale connesso alla Depressione c’è anche il tema dello Stress Lavoro-Correlato. Tale problematica è stata al centro della Giornata Mondiale per la Salute e Sicurezza sul Lavoro 2016 anche con un report dal titolo “Stress sul luogo di lavoro: una sfida collettiva”. Maggiori informazioni sulla pagina apposita di UMdL.

Ulteriori informazioni su alcuni degli argomenti trattati sono disponibili nel Piano d’Azione per la Salute Mentale 2013-2020 della WHO (disponibile anche in italiano).

[Lucio Fellone (lucio.fellone@gmail.com / lucio.fellone@unisi.it)]

I nostri link alla: Giornata Mondiale della Salute Mentale 2014Giornata mondiale per la salute e la sicurezza sul lavoro 2016.

Aggiornato al 07/04/2017


Link al video “I had a black dog, his name was depression” realizzato per la WHO con sottotitoli anche in italiano: https://youtu.be/XiCrniLQGYc

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Depressione sul luogo di lavoro” traduzione in italiano di “Depression in the workplace” della WFMH.

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Report in inglese relativo al tema del SafeDay 2016 dal titolo “Stress lavoro-correlato: una sfida collettiva“.

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Se pensi che un collega possa soffrire di depressione, offrigli il tuo supporto“.

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Ogni dollaro investito nell’incrementare il trattamento della Depressione e dei Disturbi d’Ansia produce un ritorno di 4 dollari ottenibile da un miglioramento della salute e della capacità lavorativa. “(WHO News Release del 30 Marzo 2017)

Giornata Mondiale della Tubercolosi 2017

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Anche quest’anno UMdL partecipa attivamente alla Giornata Mondiale per la lotta alla Tubercolosi 2017 organizzata dalla Stop TB Partnership e supportata dalla World Health Organization (WHO) e dal Centers for Disease Control and Prevention (CDC).

UMdL ha collaborato con Stop TB Partnership  alla traduzione in italiano dei poster per la Campagna disponibili alla pagina:  http://www.stoptb.org/events/world_tb_day/2017/materials.asp.

Tema della Campagna è il confronto tra Mito e Realtà sul tema della Tubercolosi con frasi chiave quali: OGNI ANNO OLTRE 10 MILIONI DI PERSONE CONTRAGGONO LA MALATTIA; LA TUBERCOLOSI È LA MALATTIA INFETTIVA CON PIÙ MORTI AL MONDO; LA TUBERCOLOSI È UNA MALATTIA TRASMESSA PER VIA AEREA PRESENTE IN OGNI PAESE. SIAMO TUTTI VULNERABILI; SONO DISPONIBILI MENO DELLA METÀ DELLE RISORSE NECESSARIE PER PORRE FINE ALLA TUBERCOLOSI; IL VACCINO ATTUALMENTE DISPONIBILE NON PROTEGGE GLI ADULTI DALLA TUBERCOLOSI; ESISTE UN TRATTAMENTO PER EVITARE DI CONTRARRE LA MALATTIA SE SI È STATI ESPOSTI ALLA TUBERCOLOSI; LA TUBERCOLOSI È CURABILE CON UN TRATTAMENTO CHE COSTA APPENA 30 DOLLARI; LA MAGGIOR PARTE DELLE PERSONE NON SONO PIÙ CONTAGIOSE POCO DOPO L’INIZIO DEL TRATTAMENTO ANTITUBERCOLARE; OGNI ANNO PIÙ DI 4 MILIONI DI PERSONE CHE CONTRAGGONO LA TUBERCOLOSI NON HANNO ACCESSO AD UN’ASSISTENZA DI QUALITÀ.

Da alcuni estratti della più recente scheda informativa sulla Tubercolosi pubblicata sul sito della WHO si evince:

” La Tubercolosi si colloca tra le prime 10 cause di morte a livello mondiale.

Nel 2015 10,4 milioni di persone hanno contratto la Tubercolosi e 1,8 milioni di persone sono decedute a causa della malattia (comprendendo anche 0,4 milioni affette anche da HIV). Oltre il 95% delle morti per Tubercolosi si verifica in paesi a basso e medio reddito; 6 paesi contano il 60% del totale, con a capo l’India, seguita da Indonesia, Cina, Nigeria, Pakistan e Sud Africa.

Circa 1 milione di bambini nel 2015 si è ammalato di TB e ne sono morti 170.000 (non includendo i bambini affetti anche da HIV). La Tubercolosi è la prima causa di morte tra gli HIV-positivi: nel 2015 il 35% dei decessi tra coloro che presentavano HIV era dovuto alla Tubercolosi.

Globalmente nel 2015 circa 480.000 persone hanno sviluppato una Tubercolosi multi-farmaco resistente (MDR-TB).

L’incidenza della Tubercolosi è diminuita in media del 1,5% ogni anno a partire dal 2000; è necessario aumentare al 4-5% il tasso di diminuzione annuo per raggiungere il traguardo posto per il 2020 dalla “End TB Strategy“.

Tra il 2000 ed il 2015 circa 49 milioni di vite sono state salvate grazie alla diagnosi ed al trattamento della Tubercolosi.

La Tubercolosi (TB) è causata da un batterio (Mycobacterium tuberculosis) che il più delle volte colpisce i polmoni. La Tubercolosi è curabile e prevenibile.

poster1La End TB Strategy, adottata dalla World Health Assembly nel maggio 2014, è un modello per porre fine alla epidemia di TB a livello nazionale riducendo le morti, l’incidenza ed eliminando i costi elevati legati alla malattia. Ciò presuppone degli obiettivi di impatto a livello globale al fine di ridurre le morti da TB del 90%, decurtare dell’80% i nuovi casi tra il 2015 ed il 2030 e per assicurarsi che nessuna famiglia sia gravata dai costi catastrofici causati dalla TB.
Porre fine alla epidemia di TB entro il 2030 è tra gli obiettivi di salute adottati dai nuovi Sustainable Development Goals. La WHO ha un ulteriore obiettivo ed ha prefissato per il 2035 una riduzione del 95% delle vittime e del 90% dell’incidenza della TB (livelli sovrapponibili a quelli attualmente presenti in paesi a bassa incidenza di tubercolosi).

La strategia si avvale di 3 pilastri strategici che devono essere posti sul campo per porre fine in modo efficace alla epidemia:
1. Cura e prevenzione centrata sul paziente;
2. Politiche decise e sistemi di supporto;
3. Intensificazione della ricerca e della innovazione.
Il successo della Strategia dipenderà dal rispetto dei paesi dei seguenti 4 principi chiave e da come essi renderanno effettivi gli interventi fondanti di ciascun pilastro:
supervisione e assunzione di responsabilità dei governi con il monitoraggio e valutazioni; stretta alleanza con le organizzazioni della società civile e delle comunità; protezione e promozione dei diritti, dell’etica e dell’equità tra gli esseri umani; adattamento della strategia e degli obiettivi a livello nazionale con collaborazione a livello globale.”

[Tradotto da: WHO – Media Center – Tuberculosis Fact sheet N°104 Reviewed March 2017]

Dati WHO del 2015 mostrano che in Italia la mortalità per Tubercolosi (tra i non affetti da HIV) è stata di 0,55 (0,54-0,55) ogni 100.000 persone, l’incidenza della TB nella popolazione è stata di 5,8 (5-6,7) casi per 100.000 abitanti. Questi ed ulteriori dati sono disponibili nella banca dati alla pagina: Tuberculosis country profiles.

WORLD TB DAY 2017: UNITE TO END TB Join the 2017 Campaign!

Lucio Fellone (lucio.fellone@gmail.com / lucio.fellone@unisi.it) / con la collaborazione della Dott.ssa Sveva Indini (sveva.indini@gmail.com)

I nostri link alla: Giornata Mondiale della Tubercolosi 2016,  Giornata Mondiale della Tubercolosi 2015,  Giornata Mondiale della Tubercolosi 2014

Aggiornato al 23/03/2017

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World Cancer Day 2017

English translation

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UMdL partecipa alla Giornata Mondiale contro il Cancro (WCD) 2017  organizzata dalla Union for International Cancer Control (UICC) e sostenuta dalla World Health Organization (WHO) e dalla International Agency of Research on Cancer (IARC). Come sempre in tutto il mondo sono programmati circa 600 eventi per promuovere l’iniziativa (www.worldcancerday.org/map).

La Giornata Mondiale Contro il Cancro è stata istituita dalla Carta di Parigi stesa nel corso del World Summit Against Cancer for the New Millenium tenutosi a Parigi il 4 febbraio del 2000.
Gli scopi della Carta sono quelli di promuovere la ricerca per la cura e per la prevenzione delle neoplasie, incrementando i servizi assistenziali per i pazienti, la sensibilizzazione della opinione pubblica e la mobilizzazione delle comunità contro il cancro

Frasi chiave di questa edizione della World Cancer Day 2017 (qui disponibili) sono:  Noi possiamo ispirare azioni, agire; Io posso richiedere assistenza; Io posso essere me stesso; Io posso amare ed essere amato; Io posso seguire stili di vita salutari; Io posso ritornare a lavoro; Io posso aiutare gli altri a tornare al lavoro; Io posso condividere la mia esperienza; Io posso esprimere la mia opinione; Io posso dare il mio supporto agli altri; Io posso prendere il controllo del mio percorso nella malattia; Io posso comprendere che una diagnosi precoce salva la vita; Noi possiamo realizzare un gruppo di lavoro di qualità nella lotta contro il cancro; Noi possiamo sovvertire le false convinzioni; Noi possiamo realizzare ambienti di vita sana; Noi possiamo migliorare l’accesso alle cure per i tumori; Noi possiamo investire nella ricerca; Noi possiamo attivare tutti i nostri canali di comunicazione per dare impulso al progresso; Noi possiamo prevenire il cancro; Noi possiamo influenzare i cambiamenti nella politica; Noi possiamo lavorare insieme per ottenere risultati migliori,…

Di seguito la traduzione in italiano di alcune schede informative sui vari temi del WCD 2017.

NOI POSSIAMO PREVENIRE  IL CANCRO (liberamente tradotta da WE CAN PREVENT CANCER)

     La necessità di cambiare il modo di vivere lo si deve al fatto che più e più persone al mondo sono esposti a fattori di rischio cancerogeni come ad esempio il fumo, una dieta inadeguata e stili di vita sedentari. 

Educare ed informare gli individui e le comunità sui legami esistenti tra lo stile di vita ed il rischio di sviluppare il cancro è il primo passo per una efficace prevenzione delle neoplasie.

Il fumo è ancora il maggior fattore di rischio per lo sviluppo di neoplasie. L’uso di tabacco provoca 5 milioni di morti ogni anno;  il 22% di tutte le morti per neoplasie[1,2]. Ridurre l’abuso di tabacco farà sì che diminuiscano in maniera sostanziale un gran numero dei tumori globalmente, incluso quello del polmone, del cavo orale, della laringe, del faringe, dell’esofago, del pancreas, della vescica, del rene, della cervice uterina, dello stomaco e la leucemia mieloide acuta.

Il consumo di alcol è legato ad un aumentato rischio per 7 tumori. Esiste una forte evidenza che consumare bevande alcoliche aumenta il rischio di di tumore della bocca, della faringe, della laringe, dell’esofago, del fegato, del seno[3] e del pancreas[4].

L’aumento dei livelli di obesità è fonte di preoccupazione in molti paesi nel mondo. L’obesità e il sovrappeso sono fortemente legati ad un aumentato rischio nel corso della vita di neoplasie dell’intestino, del seno, dell’utero, dell’ovaio, del pancreas, dell’esofago, del rene e della colecisti[5].

Inoltre, circa un terzo dei tumori più frequenti posso essere prevenuti grazie ad una dieta salutare, mantenendo un peso sano e mantenendosi fisicamente attivi[6]. Nello specifico, il World Cancer Research Fund International ha stimato che 13 delle neoplasie più comuni, circa il 31% dei casi presenti negli Stati Uniti, sarebbero prevenibili mediante una dieta salutare, l’essere fisicamente attivi e mantenendo un peso sano. In altri paesi le stime sono del 32% nel Regno Unito, del 25% in Brasile e del 24% in Cina.

Dotare gli individui e le comunità delle più recenti informazioni sul legame tra gli stili di vita ed il cancro può responsabilizzare le persone ad effettuare scelte salutari.

Gli individui e le comunità devono essere informate che più di un terzo dei tumori sono prevenibili adottando comportamenti salutari.

  1. WHO. (2012). Global Report: Mortality attributable to tobacco 2012. Geneva: World Health Organization
  2. Tobacco Atlas 2015
  3. WHO. (2011). Global status report on alcohol and health. Geneva: World Health Organization
  4. World Cancer Research Fund / American Institute for Cancer Research. Continuous Update Project (2012) Pancreatic Cancer. http://www.wcrf.org/sites/default/files/ Pancreatic-Cancer-2012-Report.pdf
  5. World Cancer Research Fund / American Institute for Cancer Research. Continuous Update Project Report. http://www.dietandcancerreport.org/cup/index.php.
  6. World Cancer Research Fund International. Link between lifestyle and cancer risk. http://www.wcrf.org/int/linkbetween-lifestyle-cancer-risk
  7. World Cancer Research Fund International. http://www. wcrf.org/int/cancer-facts-figures/preventability-estimates/ cancer-preventability-estimates-diet-nutrition and http:// http://www.wcrf.org/int/policy/nourishing-framework?utm_ source=update&utm_medium=email&utm_ campaign=NOURISHINGJul

                                                                       ———————

NOI POSSIAMO CREARE AMBIENTI DI LAVORO SALUTARI (liberamente tradotta da WE CAN CREATE HEALTY WORPLACES

        Prevedendo una crescita della forza lavoro pari a 3,5 miliardi di persone per il 2030, esiste un’eccezionale opportunità di rendere il luogo di lavoro una base per la prevenzione e la precoce identificazione dei tumori[1].

Nei luoghi di lavoro di tutte le dimensioni si possono introdurre  politiche e programmi in grado di motivare i lavoratori ad adottare comportamenti più salutari. Realizzare ambienti al 100% liberi dal fumo e fornire informazioni e l’accesso a strumenti utili per smettere di fumare è uno dei più limpidi esempi di una politica efficace sul luogo di lavoro per la prevenzione dei tumori: proibire il fumo in tutti gli ambienti di lavoro al chiuso può ridurre la dipendenza dal fumo del 6% [2,3,4].

Altre misure come prevedere la possibilità di scelte alimentari salutari; promuovere lo spostamento attivo da e per il lavoro; incrementare il movimento a lavoro per esempio, con l’utilizzo delle scale, sono tutte strade efficaci per rendere i lavoratori più sani[1,5].

Programmi di benessere nei luoghi di lavoro posso  essere volti anche alla promozione di una precoce scoperta con l’uso di canali di comunicazione per condividere informazioni su segni e sintomi di alcuni tumori e, laddove appropriato, incoraggiando e supportando la partecipazione a campagne di screening sulle neoplasie per una precoce diagnosi[6].

I luoghi di lavoro dovrebbero anche applicare politiche per prevenire l’esposizione occupazionale a sostanze cancerogene, quali l’asbesto ed altri cancerogeni occupazionali[7].

Noi possiamo creare ambienti di lavoro salutari

I datori di lavoro possono favorire nei luoghi di lavoro misure dirette a motivare e supportare abitudini salutari nel corso della vita di tutti i giorni.

  1. UICC, Bupa. (2014). Cancer – It’s everyone’s business. http://www.iccp-portal.org/cancer-its-everyones-business
  2. UICC, Bupa (2015). Less Smoking, Better Business. http://www.iccp-portal.org/less-smoking-better-business
  3. Global Smokefree Partnership. Smokefree-in-a-box. http://www.globalsmokefreepartnership.org
  4. Eriksen M, Mackay J, Schluger N, et al. The Tobacco Atlas, 5th Edition, (2015). American Cancer Society, Atlanta.
  5. NCD Alliance (2016). Realising the potential of workplaces to prevent and control NCDs. https://ncdalliance.org/sites/default/files/NCDs_%26_WorkplaceWellness_web.pdf
  6. UICC, Bupa (2015). Tackling breast cancer in the workplace. http://www.iccp-portal.org/tackling-breastcancer-workplace
  7. International Labour Office. Safety in the Use of Asbestos. http://www.ilo.org/wcmsp5/groups/public/@ed_protect/@protrav/@safework/documents/normativeinstrument/wcms_107843.pdf

IO POSSO RITORNARE AL LAVORO (liberamente tradotto da I CAN RETURN TO WORK) 

 Molte persone affette da neoplasia desiderano riprendere il lavoro. 

Alla base di un ritorno all’attività lavorativa vi sono sia ragioni finanziarie che di tipo emotivo, con il lavoro è possibile ristabilire una normalità, una stabilità, il contatto sociale ed una rendita[1].

Molto spesso, le persone che sono affette da una malattia necessitano della collaborazione dei propri datori di lavoro per la realizzazione di alcune agevolazioni volte a favorire il successo del proprio ritorno all’attività[2,3].

Discutere della neoplasia con i propri datori di lavoro può aiutare a garantire che vengano messi in atto i corretti adeguamenti funzionali per la persona affetta dalla malattia, come cambiamenti nei compiti o una riorganizzazione basata sulle differenti necessità fisiologiche, ad es. realizzare modifiche legate alla capacità fisica e di mobilizzazione per la difficoltà all’uso delle scale. Può anche essere plausibile un graduale ritorno al lavoro in modo tale da supportare una più agevole ripresa delle attività lavorative.

Spesso, la tipologia di adeguamento richiesta cambia nel tempo e continuare un dialogo aperto ed onesto con il datore di lavoro, su cosa sia possibile o non riguardo ad un organizzazione flessibile ed a modifiche del lavoro stesso, è di vitale importanza per evitare possibili fraintendimenti per ciascuno.

E’ altresì importante che le persone colpite dal cancro che desiderino ritornare al lavoro conoscano i propri diritti. In molti paesi, i datori di lavoro hanno l’obbligo legale di realizzare sostanziali modifiche al lavoro per le persone malate e garantire che questi ultimi non vengano svantaggiati rispetto agli altri colleghi[4,5].

Con il giusto sostegno, le persone affette da neoplasia possono ritornare con successo al lavoro.

  1. Macmillan Cancer Support. Work and Cancer. http://www.macmillan.org.uk/Cancerinformation/Livingwithandaftercancer/Workandcancer/Workandcancer.aspx
  2. Cancer Council NSW. Working during cancer treatment and recovery. http://www.cancercouncil.com.au/31271/b1000/cancer-work-you-47/working-during-cancer-treatment-andrecovery/#dMHmPfc29xMVaWJ6.99
  3. Canadian Partnership Against Cancer. (2012). Return to Work Concerns Faced by People Dealing with Cancer and Caregivers. http://www.cancerview.ca/idc/groups/public/documents/webcontent/rtw_literature_review.pdf
  4. UICC, Bupa (2015). Working with cancer: Supporting employees living with cancer to return to work. http://www.iccp-portal.org/resources/uicc-bupa-–-working-cancersupporting-employees-living-cancer-return-work
  5. McCabe Centre for Law & Cancer, Cancer Council Victoria.

Di seguito i link all’area del sito dove sono presenti i Comunicati Stampa della IARC tradotti in italiano (IARC Press Releases), WCD 2016WCD 2015 e WCD 2014.

last updated at February 4th 2017 by   Lucio Fellone (lucio.fellone@gmail.com)

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World Cancer Day 2016

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UMdL partecipa alla Giornata Mondiale contro il Cancro (WCD) 2016  organizzata dalla Union for International Cancer Control (UICC) e sostenuta dalla World Health Organization (WHO) e dalla International Agency of Research on Cancer (IARC).  In tutto il mondo sono programmati circa 600 eventi per promuovere l’iniziativa.

La Giornata Mondiale Contro il Cancro è stata istituita dalla Carta di Parigi stesa nel corso del World Summit Against Cancer for the New Millenium tenutosi a Parigi il 4 febbraio del 2000.
Gli scopi della Carta sono quelli di promuovere la ricerca per la cura e per la prevenzione delle neoplasie, incrementando i servizi assistenziali per i pazienti, la sensibilizzazione della opinione pubblica e la mobilizzazione delle comunità contro il cancro

Frasi chiave di questa edizione della WCD sono: Noi possiamo ispirare azioni, agire; Io posso richiedere assistenza; Io posso essere me stesso; Io posso amare ed essere amato; Io posso seguire stili di vita salutari; Io posso ritornare a lavoro; Io posso condividere la mia esperienza; Io posso esprimere la mia opinione; Io posso dare il mio supporto agli altri; Io posso prendere il controllo del mio percorso nella malattia; Io posso comprendere che una diagnosi precoce salva la vita; Noi possiamo realizzare un gruppo di lavoro di qualità nella lotta contro il cancro; Noi possiamo sovvertire le false convinzioni; Noi possiamo realizzare ambienti di vita sana; Noi possiamo migliorare l’accesso alle cure per i tumori; Noi possiamo investire nella ricerca; Noi possiamo attivare tutti i nostri canali di comunicazione per dare impulso al progresso; Noi possiamo prevenire il cancro; Noi possiamo influenzare i cambiamenti nella politica; Noi possiamo lavorare insieme per ottenere risultati migliori. A questo link è possibile accedere ad alcuni contenuti in italiano.

Dati del 2014 relativi al nostro Paese ed elaborati dalla WHO hanno rilevato che sono stati 93.800 i decessi per tumore tra i maschi e 73.400 tra le donne. A maggiore incidenza tra i maschi sono risultati essere i tumori della prostata, del polmone, del colon-retto, della vescica e del rene; tra le donne i tumori della mammella, del colon-retto, della polmone, del corpo dell’utero e della tiroide. Tra i fattori di rischio l’obesità interessa il 22,5% degli uomini ed il 24,8% delle donne [Fonte: WHO – Country cancer profile 2014 – Italy].

Di seguito i link all’area del sito dove sono presenti i Comunicati Stampa della IARC tradotti in italiano (IARC Press Releases), WCD 2015 e WCD 2014.

Io posso ispirare

Noi possiamo ispirare

Io posso amare

Io posso amare

Giornata mondiale per la lotta all’epatite virale 2015

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       Anche quest’anno il 28 Luglio UMdL partecipa alla Giornata mondiale per la lotta all’epatite virale organizzata dalla World Hepatitis Alliance e sostenuta dalla Organizzazione Mondiale della Sanità (WHO) e dal Centers for Disease Control and Prevention (CDC). In tutto il mondo sono stati pianificati diversi eventi per promuovere l’iniziativa.

I principali slogan di quest’anno sono “PREVIENI L’EPATITE: DIPENDE DA TE” e “PREVIENI L’EPATITE: AGISCI SUBITO”. Il sito ufficiale dell’evento fornisce numerose informazioni per tutti coloro che hanno interesse ad apprendere notizie sull’argomento al fine di prevenire le epatiti: le epatiti, acquisizione di alcune informazioni, la vaccinazione, sangue e sicurezza delle iniezioni, diminuzione della trasmissione delle malattie.

Il dottor Baruch Samuel Blumberg nacque il 28 luglio 1925 a New York. Lo scienziato scoprì nel 1967 il virus responsabile dell’epatite B ed assieme ad i suoi colleghi sviluppò il primo vaccino contro l’epatite B; nel 1976 fu insignito del Premio Nobel per aver raggiunto tali risultati. A partire dal primo e fondamentale articolo realizzato[1] i ricercatori hanno realizzato numerosi progressi nell’ambito della prevenzione e del trattamento delle epatiti virali.

Esistono 5 differenti tipi di virus dell’epatite (A, B, C, D ed E) e sono note diverse modalità di trasmissione (per i virus B, C e D ciò avviene prevalentemente per contatto di sangue con sangue e talvolta tramite il contatto con altri fluidi corporei; i virus A ed E vengono trasmessi principalmente attraverso il cibo o l’acqua contaminata o a causa di una scarsa disponibilità di servizi igienici adeguati).

Tutti i virus dell’epatite possono provocare infiammazione del fegato e l’infezione cronica da virus B e C può portare alla cirrosi ed al carcinoma epatico. Circa 240 milioni di persone convivono con un epatite B cronica e circa 130–150 milioni di persone nel mondo presentano una epatite cronica da virus C.[2, 3]

Nel mondo muoiono circa 4.000 persone al giorno a causa delle epatiti virale B e C (1,45 milioni di persone ogni anno). Chiunque può effettuare la vaccinazione contro l’epatite B soprattutto se in precedenza non è stata eseguita in maniera adeguata. Tra le persone maggiormente a rischio per epatite B vi sono coloro che fanno uso di droghe per via iniettiva, il personale sanitario, il personale che lavora negli istituti penitenziari, coloro che esercitano la prostituzione. Attualmente sono disponibili nuove linee guida sull’epatite B realizzate dalla WHO.[4]

Ogni anno vengono effettuate almeno 16 miliardi di iniezioni (il 90% di esse avvengono in ambito sanitario). Secondo la WHO ogni anno circa 8 miliardi di trattamenti medici effettuati tramite le iniezioni potrebbero essere somministrati per via orale. Punture effettuate in assenza di sicurezza causano ogni anno fino a 33.800 infezioni da HIV, 1,7 milioni di infezioni da epatite B e 315.000 da epatite C. Sia i pazienti che i professionisti in ambito sanitario sono a rischio di infortuni provocati da punture di aghi. La WHO ed altre associazioni internazionali (il Safe Injection Global Network (SIGN), l’UNICEF e la GAVI Alliance) ritengono che il fulcro di questa battaglia sia rappresentato dalla educazione sull’importanza di usare materiale sterile, di effettuare procedure sicure, di eliminare le iniezioni superflue e di vagliare meglio i materiali da utilizzare. Oggigiorno esistono in commercio numerose nuove siringhe intelligenti.[5] Questi dispositivi sono stati progettati con meccanismi che ne provocano la auto-inattivazione o ne prevengono il riutilizzo. Sono disponibili maggiori informazioni all’interno delle nuove linee guida realizzate dalla WHO su questo argomento.[6]

Lucio Fellone (lucio.fellone@gmail.com) / Ultima modifica il 26/07/2015
Link all’articolo sulla Giornata mondiale della lotta all’epatite virale 2014

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Bibliografia

  1. Blumberg BS, Alter HJ, Visnich S. A ‘‘new’’ antigen in leukemia sera. JAMA 1965;191:541-546 [Pubmed].
  2. World Health Organization – Media Centre – Hepatitis B Fact Sheet N°204: http://www.who.int/mediacentre/factsheets/fs204/en/  [Last accessed July 2015].
  3. World Health Organization – Media Centre – Hepatitis C Fact Sheet N°164: http://www.who.int/mediacentre/factsheets/fs164_apr2014/en/ [Last accessed July 2015].
  4. World Health Organization – Guidelines for the prevention, care and treatment of persons with chronic hepatitis B infection. Published on March 2015. Pp.166.ISBN:978 92 4 154905 9. http://www.who.int/mediacentre/news/releases/2015/hepatitis-b-guideline/en/ .
  5. World Health Organization – Injection safety – Injection safety policy and global campaign: http://www.who.int/injection_safety/global-campaign/en/ [Last accessed July 2015].
  6. World Health Organization – WHO guideline on the use of safety-engineered syringes for intramuscular, intradermal and subcutaneous injections in health-care settings. WHO/HIS/SDS/2015.5. http://www.who.int/injection_safety/global-campaign/injection-safety_guidline.pdf?ua=1 .

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Materiale

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Giornata Mondiale per la Lotta alla Tubercolosi 2015

English translation World TB Day 2015

UMdL partecipa alla Giornata Mondiale per la lotta contro la Tubercolosi 2015 organizzata dalla Stop TB Partnership e supportata dalla World Health Organization (WHO) e dal Centers for Disease Control and Prevention (CDC).

133 anni fa il dottor Robert Koch individuo’ il Mycobacterium Tuberculosis, l’agente infettivo causale della Tubercolosi (TB). Dati ottenuti dal WHO Global Tuberculosis Report 2014 mostrano che circa 9 milioni di persone nel Mondo si sono ammalati di TB nel 2013 (1,1 milioni di essi erano affetti anche da HIV). Nel 2013 sono morte 1,5 milioni di persone per infezione tubercolare. Dal 2000 al 2013 sono state salvate 37 milioni di vite grazie all’accesso ad opportuni trattamenti. Nel 2013, si stima che ci siano stati circa 480.000 casi di Tubercolosi da micobatteri multi-farmaco resistenti (MDR-TB). Progressi nella diagnosi e nella cura dei casi di MDR-TB stanno avvenendo rapidamente. Le WHO Guidelines on the Management of Latent Tuberculosis Infection (LTBI) 2015 forniscono valide indicazioni di Salute Pubblica sulla gestione di gruppi di persone ad elevato rischio per la riattivazione della malattia.

Tanto è stato fatto ma tanto c’è da fare dato che circa 3 milioni di nuovi casi di TB ogni anno vengono misconosciuti.

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I 22 Paesi con l’80% dei casi di TB al Mondo: 1. Afghanistan, 2. Bangladesh, 3. Brasile, 4. Cambogia, 5. Cina, 6. Rep. Dem. del Congo, 7. Etiopia, 8. India, 9. indonesia, 10. Kenya, 11. Mozambico, 12. Myanmar, 13. Nigeria, 14. Pakistan, 15. Filippine, 16. Federazione Russa, 17. Sud Africa, 18. Rep. Uni. di Tanzania, 19. Thailandia, 20. Uganda, 21. Vietnam, 22. Zimbabwe. Fonte: Stop TB Partnership (24/03/2015).

Global TB report 2014

Guidelines on the Management of LTBI