28 aprile 2017: Giornata mondiale per la salute e la sicurezza sul lavoro

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poster OPTIMIZE THE COLLECTION AND USE OF OSH DATA A CONTRIBUTION TO THE IMPLEMENTATION OF SUSTAINABLE DEVELOPMENT GOAL 8Goal 8_Growth_Jan15_digital

UMdL partecipa alla Giornata mondiale per la la salute e sicurezza sul lavoro 2017 sostenuta anche dalla International Labour Organization (ILO) e supportata dalla International Social Security Association (ISSA). e dalle Nazioni Unite (UN).
Il 28 Aprile è anche il giorno dell’International Workers’ Memorial Day; maggiori informazioni sulle iniziative attuate per l’occasione sono disponibili sul sito AFL-CIO America’s Union website  e su 28april.org. In Italia è previsto un seminario dal titolo “Garantire la salute e sicurezza in ogni posto di lavoro dell’Unione europea. Legislazione, dialogo sociale, contrattazione collettiva, nuovi rischi” promosso dalle sigle sindacali CGIL, CISL e UIL che si terrà a Roma nella mattinata del 27 aprile 2017 (a questo link sono disponibili informazioni più precise).

Quest’anno il tema della Giornata mondiale è “OPTIMIZE THE COLLECTION AND USE OF OCCUPATIONAL SAFETY AND HEALTH (OSH) DATA” / “Ottimizzazione della raccolta e dell’utilizzo delle informazioni sulla salute e sicurezza sul lavoro (OSH)“). Qui il link alle schede informative ufficiali sull’argomento e di seguito un breve estratto tradotto in italiano:

”  Sulla base di quanto previsto dall’agenda messa a punto dalle Nazioni Unite sugli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile per il  2030 (in riferimento soprattutto al punto 8.8 relativo all’obiettivo 8 “buona occupazione e crescita economica: promuovere una crescita economica inclusiva, sostenuta e sostenibile, un’occupazione piena e produttiva e un lavoro dignitoso per tutti“) e dei numerosi accordi, raccomandazioni e protocolli stabiliti dall’International Labour Organization (ILO) [ILO 2016] i paesi hanno sottoscritto un accordo sulla raccolta e sull’utilizzo delle informazioni sulla salute e sicurezza sul lavoro (OSH).

Per far sì che tale impegno venga rispettato è necessario che ciascun paese costituisca un sistema efficace di raccolta dei dati OSH che permetta di mettere appunto una documentazione sugli infortuni e malattie occupazionali e che possa essere usata con affidabilità nel rilevare pericoli e rischi nuovi ed emergenti; nell’identificare settori, occupazioni, modelli e procedure di business particolarmente pericolosi; nello sviluppare politiche, metodi e programmi ad ogni livello (internazionale, nazionale o aziendale); nello stabilire le priorità e nel valutarne i miglioramenti.

Esistono delle ben note difficoltà nel realizzare un sistema efficace di raccolta di dati OSH e i paesi dovrebbero essere ben consci di ciò. Le seguenti 4 categorie racchiudono molte delle problematiche più conosciute che sono associate alla raccolta di informazioni sanitarie in ambito lavorativo: A) Copertura; B) Precisione; C) Confrontabilità; e D) Tempestività.

….”

(libera traduzione di “Challenges for the collection of reliable OSH data“)

Sulla base di quanto espresso dal un power pointOttimizzazione della raccolta e dell’uso delle informazioni OSH” esplicativo sul significato della campagna è possibile rilevare che:

”  … Per ridurre il gap attualmente esistente (in merito alla raccolta dei dati OSH) e per aumentare la consapevolezza sulla rilevanza del problema, l’ILO pubblica periodicamente delle stime sugli infortuni sul lavoro e sulle patologie professionali a livello mondiale.

Gli attuali dati mostrano che:

  • gli incidenti sul lavoro che provocano infortuni sono 313 milioni;
  • gli incidenti mortali sul lavoro sono 350.000;
  • le patologie mortali di origine occupazionale o lavoro-correlate sono 2 milioni;
  • le morti legate al lavoro sono 2,35 milioni;
  • la perdita in termini di Prodotto Interno Lordo (GDP) dovuta agli incidenti ed alle patologie professionali è pari al 4%.

…”

(libera traduzione di Optimize the collection and use of OSH data p.14)

Dati OSH italiani sono disponibili sulle seguenti banche dati online: ILOSTAT, BancaDati Statistica INAIL e MALPROF Stat (non aggiornata).

Link to the UMdL World Day for Safety and Health at Work 2016,  World Day for Safety and Health at Work 2015, and World Day for Safety and Health at Work 2014.


Lucio Fellone (lucio.fellone@gmail.com / lucio.fellone@unisi.it) [ultimo aggiornamento al 27/04/2017]

World Health Day 2017

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UMdL partecipa alla Giornata Mondiale della Salute che si celebra il 7 Aprile 2017 sostenuta dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (WHO).

Argomento principale dell’edizione di quest’anno è la Depressione. Per l’occasione sono previsti numerosi eventi nel mondo ed è stata organizzata una campagna dal titolo “Depressione: parliamone“. A questo link sono disponibili tutti i posters; qui disponibili i video.

Forniamo la nostra traduzione autorizzata in italiano del documento realizzato dalla Federazione Mondiale per la Salute Mentale (WFMH) dal titolo “DEPRESSIONE SUL LUOGO DI LAVORO“.

Inoltre, proponiamo alcuni estratti in italiano del Comunicato Stampa della WHO del 30 marzo 2017 proprio sulla Depressione:

”      La Depressione è la prima causa di malattia e disabilità al mondo. Secondo gli ultimi dati della WHO, attualmente più di 300 milioni di persone al mondo sono colpite da Depressione, con un aumento superiore al 18% tra il 2005 ed il 2015. La carenza di supporto per le persone affette da disturbi mentali, associato al timore legato a luoghi comuni, fa sì che molte persone non accedano ai trattamenti necessari per avere nuovamente una vita sana e produttiva.

Questi nuovi dati sono stati comunicati alla vigilia della Giornata Mondiale della Salute del 7 Aprile, il culmine della campagna annuale “Depressione: parliamone“. L’obiettivo principale della campagna è che venga richiesto e fornito aiuto ad un sempre maggior numero di persone affette da depressione, in qualunque parte del mondo.

[…]

E’ necessario anche un maggiore investimento. In molti paesi è assente o presente in misura limitata un supporto per le persone affette dai disturbi mentali. Anche in nazioni ad alto reddito, quasi il 50% delle persone colpite dalla Depressione non ricevono una cura. In media, solo il 3% degli stanziamenti dei governi per la salute è destinato alla salute mentale, con una variazione da meno dell’1% in paesi a basso reddito al 5% nei paesi ad alto reddito.

Investire nella salute mentale ha anche un ritorno economico. Ogni dollaro investito nell’incrementare il trattamento della Depressione e dei Disturbi d’Ansia produce un ritorno di 4 dollari ottenibile da un miglioramento della salute e della capacità lavorativa. La cura viene effettuata solitamente o con la psicoterapia o mediante trattamento con farmaci antidepressivi oppure combinando entrambi. mhGAP Intervention Guide- engGli approcci possono essere forniti anche da personale sanitario non specializzato, a seguito di un breve corso di preparazione,  e mediante l’uso della guida della WHO, la “WHO’s mhGAP Intervention Guide“. Più di 90 paesi, di differente reddito, hanno introdotto programmi che forniscono un trattamento per la Depressione ed per altri disturbi mentali utilizzando questa Guida all’Intervento…”

(Traduzione in italiano di alcuni contenuti della news release “Depression: let’s talk” says WHO, as depression tops list of causes of ill health)

Cos’è la Depressione?” Il sito della World Health Day 2017 fornisce questa definizione così tradotta in italiano:

Cos’è la Depressione?

La Depressione è una malattia caratterizzata da persistente tristezza e perdita di interesse per le attività che di solito provocano piacere, accompagnata da una incapacità di eseguire le normali attività quotidiane, per almeno 2 settimane. Inoltre, le persone colpite da Depressione usualmente presentano alcuni dei seguenti sintomi: perdita di energia; cambiamenti nell’appetito; maggiore o minore sonno; ansietà; riduzione della concentrazione; indecisione; irrequietezza; sentimenti di impotenza, colpa o disperazione; pensieri di autolesionismo e suicidio.

(tradotto dal box What is Depression? della WHD 2017)

Sul piano occupazionale connesso alla Depressione c’è anche il tema dello Stress Lavoro-Correlato. Tale problematica è stata al centro della Giornata Mondiale per la Salute e Sicurezza sul Lavoro 2016 anche con un report dal titolo “Stress sul luogo di lavoro: una sfida collettiva”. Maggiori informazioni sulla pagina apposita di UMdL.

Ulteriori informazioni su alcuni degli argomenti trattati sono disponibili nel Piano d’Azione per la Salute Mentale 2013-2020 della WHO (disponibile anche in italiano).

[Lucio Fellone (lucio.fellone@gmail.com / lucio.fellone@unisi.it)]

I nostri link alla: Giornata Mondiale della Salute Mentale 2014Giornata mondiale per la salute e la sicurezza sul lavoro 2016.

Aggiornato al 07/04/2017


Link al video “I had a black dog, his name was depression” realizzato per la WHO con sottotitoli anche in italiano: https://youtu.be/XiCrniLQGYc

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Depressione sul luogo di lavoro” traduzione in italiano di “Depression in the workplace” della WFMH.

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Report in inglese relativo al tema del SafeDay 2016 dal titolo “Stress lavoro-correlato: una sfida collettiva“.

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Se pensi che un collega possa soffrire di depressione, offrigli il tuo supporto“.

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Ogni dollaro investito nell’incrementare il trattamento della Depressione e dei Disturbi d’Ansia produce un ritorno di 4 dollari ottenibile da un miglioramento della salute e della capacità lavorativa. “(WHO News Release del 30 Marzo 2017)

Giornata Mondiale della Tubercolosi 2017

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Anche quest’anno UMdL partecipa attivamente alla Giornata Mondiale per la lotta alla Tubercolosi 2017 organizzata dalla Stop TB Partnership e supportata dalla World Health Organization (WHO) e dal Centers for Disease Control and Prevention (CDC).

UMdL ha collaborato con Stop TB Partnership  alla traduzione in italiano dei poster per la Campagna disponibili alla pagina:  http://www.stoptb.org/events/world_tb_day/2017/materials.asp.

Tema della Campagna è il confronto tra Mito e Realtà sul tema della Tubercolosi con frasi chiave quali: OGNI ANNO OLTRE 10 MILIONI DI PERSONE CONTRAGGONO LA MALATTIA; LA TUBERCOLOSI È LA MALATTIA INFETTIVA CON PIÙ MORTI AL MONDO; LA TUBERCOLOSI È UNA MALATTIA TRASMESSA PER VIA AEREA PRESENTE IN OGNI PAESE. SIAMO TUTTI VULNERABILI; SONO DISPONIBILI MENO DELLA METÀ DELLE RISORSE NECESSARIE PER PORRE FINE ALLA TUBERCOLOSI; IL VACCINO ATTUALMENTE DISPONIBILE NON PROTEGGE GLI ADULTI DALLA TUBERCOLOSI; ESISTE UN TRATTAMENTO PER EVITARE DI CONTRARRE LA MALATTIA SE SI È STATI ESPOSTI ALLA TUBERCOLOSI; LA TUBERCOLOSI È CURABILE CON UN TRATTAMENTO CHE COSTA APPENA 30 DOLLARI; LA MAGGIOR PARTE DELLE PERSONE NON SONO PIÙ CONTAGIOSE POCO DOPO L’INIZIO DEL TRATTAMENTO ANTITUBERCOLARE; OGNI ANNO PIÙ DI 4 MILIONI DI PERSONE CHE CONTRAGGONO LA TUBERCOLOSI NON HANNO ACCESSO AD UN’ASSISTENZA DI QUALITÀ.

Da alcuni estratti della più recente scheda informativa sulla Tubercolosi pubblicata sul sito della WHO si evince:

” La Tubercolosi si colloca tra le prime 10 cause di morte a livello mondiale.

Nel 2015 10,4 milioni di persone hanno contratto la Tubercolosi e 1,8 milioni di persone sono decedute a causa della malattia (comprendendo anche 0,4 milioni affette anche da HIV). Oltre il 95% delle morti per Tubercolosi si verifica in paesi a basso e medio reddito; 6 paesi contano il 60% del totale, con a capo l’India, seguita da Indonesia, Cina, Nigeria, Pakistan e Sud Africa.

Circa 1 milione di bambini nel 2015 si è ammalato di TB e ne sono morti 170.000 (non includendo i bambini affetti anche da HIV). La Tubercolosi è la prima causa di morte tra gli HIV-positivi: nel 2015 il 35% dei decessi tra coloro che presentavano HIV era dovuto alla Tubercolosi.

Globalmente nel 2015 circa 480.000 persone hanno sviluppato una Tubercolosi multi-farmaco resistente (MDR-TB).

L’incidenza della Tubercolosi è diminuita in media del 1,5% ogni anno a partire dal 2000; è necessario aumentare al 4-5% il tasso di diminuzione annuo per raggiungere il traguardo posto per il 2020 dalla “End TB Strategy“.

Tra il 2000 ed il 2015 circa 49 milioni di vite sono state salvate grazie alla diagnosi ed al trattamento della Tubercolosi.

La Tubercolosi (TB) è causata da un batterio (Mycobacterium tuberculosis) che il più delle volte colpisce i polmoni. La Tubercolosi è curabile e prevenibile.

poster1La End TB Strategy, adottata dalla World Health Assembly nel maggio 2014, è un modello per porre fine alla epidemia di TB a livello nazionale riducendo le morti, l’incidenza ed eliminando i costi elevati legati alla malattia. Ciò presuppone degli obiettivi di impatto a livello globale al fine di ridurre le morti da TB del 90%, decurtare dell’80% i nuovi casi tra il 2015 ed il 2030 e per assicurarsi che nessuna famiglia sia gravata dai costi catastrofici causati dalla TB.
Porre fine alla epidemia di TB entro il 2030 è tra gli obiettivi di salute adottati dai nuovi Sustainable Development Goals. La WHO ha un ulteriore obiettivo ed ha prefissato per il 2035 una riduzione del 95% delle vittime e del 90% dell’incidenza della TB (livelli sovrapponibili a quelli attualmente presenti in paesi a bassa incidenza di tubercolosi).

La strategia si avvale di 3 pilastri strategici che devono essere posti sul campo per porre fine in modo efficace alla epidemia:
1. Cura e prevenzione centrata sul paziente;
2. Politiche decise e sistemi di supporto;
3. Intensificazione della ricerca e della innovazione.
Il successo della Strategia dipenderà dal rispetto dei paesi dei seguenti 4 principi chiave e da come essi renderanno effettivi gli interventi fondanti di ciascun pilastro:
supervisione e assunzione di responsabilità dei governi con il monitoraggio e valutazioni; stretta alleanza con le organizzazioni della società civile e delle comunità; protezione e promozione dei diritti, dell’etica e dell’equità tra gli esseri umani; adattamento della strategia e degli obiettivi a livello nazionale con collaborazione a livello globale.”

[Tradotto da: WHO – Media Center – Tuberculosis Fact sheet N°104 Reviewed March 2017]

Dati WHO del 2015 mostrano che in Italia la mortalità per Tubercolosi (tra i non affetti da HIV) è stata di 0,55 (0,54-0,55) ogni 100.000 persone, l’incidenza della TB nella popolazione è stata di 5,8 (5-6,7) casi per 100.000 abitanti. Questi ed ulteriori dati sono disponibili nella banca dati alla pagina: Tuberculosis country profiles.

WORLD TB DAY 2017: UNITE TO END TB Join the 2017 Campaign!

Lucio Fellone (lucio.fellone@gmail.com / lucio.fellone@unisi.it) / con la collaborazione della Dott.ssa Sveva Indini (sveva.indini@gmail.com)

I nostri link alla: Giornata Mondiale della Tubercolosi 2016,  Giornata Mondiale della Tubercolosi 2015,  Giornata Mondiale della Tubercolosi 2014

Aggiornato al 23/03/2017

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World Cancer Day 2017

English translation

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UMdL partecipa alla Giornata Mondiale contro il Cancro (WCD) 2017  organizzata dalla Union for International Cancer Control (UICC) e sostenuta dalla World Health Organization (WHO) e dalla International Agency of Research on Cancer (IARC). Come sempre in tutto il mondo sono programmati circa 600 eventi per promuovere l’iniziativa (www.worldcancerday.org/map).

La Giornata Mondiale Contro il Cancro è stata istituita dalla Carta di Parigi stesa nel corso del World Summit Against Cancer for the New Millenium tenutosi a Parigi il 4 febbraio del 2000.
Gli scopi della Carta sono quelli di promuovere la ricerca per la cura e per la prevenzione delle neoplasie, incrementando i servizi assistenziali per i pazienti, la sensibilizzazione della opinione pubblica e la mobilizzazione delle comunità contro il cancro

Frasi chiave di questa edizione della World Cancer Day 2017 (qui disponibili) sono:  Noi possiamo ispirare azioni, agire; Io posso richiedere assistenza; Io posso essere me stesso; Io posso amare ed essere amato; Io posso seguire stili di vita salutari; Io posso ritornare a lavoro; Io posso aiutare gli altri a tornare al lavoro; Io posso condividere la mia esperienza; Io posso esprimere la mia opinione; Io posso dare il mio supporto agli altri; Io posso prendere il controllo del mio percorso nella malattia; Io posso comprendere che una diagnosi precoce salva la vita; Noi possiamo realizzare un gruppo di lavoro di qualità nella lotta contro il cancro; Noi possiamo sovvertire le false convinzioni; Noi possiamo realizzare ambienti di vita sana; Noi possiamo migliorare l’accesso alle cure per i tumori; Noi possiamo investire nella ricerca; Noi possiamo attivare tutti i nostri canali di comunicazione per dare impulso al progresso; Noi possiamo prevenire il cancro; Noi possiamo influenzare i cambiamenti nella politica; Noi possiamo lavorare insieme per ottenere risultati migliori,…

Di seguito la traduzione in italiano di alcune schede informative sui vari temi del WCD 2017.

NOI POSSIAMO PREVENIRE  IL CANCRO (liberamente tradotta da WE CAN PREVENT CANCER)

     La necessità di cambiare il modo di vivere lo si deve al fatto che più e più persone al mondo sono esposti a fattori di rischio cancerogeni come ad esempio il fumo, una dieta inadeguata e stili di vita sedentari. 

Educare ed informare gli individui e le comunità sui legami esistenti tra lo stile di vita ed il rischio di sviluppare il cancro è il primo passo per una efficace prevenzione delle neoplasie.

Il fumo è ancora il maggior fattore di rischio per lo sviluppo di neoplasie. L’uso di tabacco provoca 5 milioni di morti ogni anno;  il 22% di tutte le morti per neoplasie[1,2]. Ridurre l’abuso di tabacco farà sì che diminuiscano in maniera sostanziale un gran numero dei tumori globalmente, incluso quello del polmone, del cavo orale, della laringe, del faringe, dell’esofago, del pancreas, della vescica, del rene, della cervice uterina, dello stomaco e la leucemia mieloide acuta.

Il consumo di alcol è legato ad un aumentato rischio per 7 tumori. Esiste una forte evidenza che consumare bevande alcoliche aumenta il rischio di di tumore della bocca, della faringe, della laringe, dell’esofago, del fegato, del seno[3] e del pancreas[4].

L’aumento dei livelli di obesità è fonte di preoccupazione in molti paesi nel mondo. L’obesità e il sovrappeso sono fortemente legati ad un aumentato rischio nel corso della vita di neoplasie dell’intestino, del seno, dell’utero, dell’ovaio, del pancreas, dell’esofago, del rene e della colecisti[5].

Inoltre, circa un terzo dei tumori più frequenti posso essere prevenuti grazie ad una dieta salutare, mantenendo un peso sano e mantenendosi fisicamente attivi[6]. Nello specifico, il World Cancer Research Fund International ha stimato che 13 delle neoplasie più comuni, circa il 31% dei casi presenti negli Stati Uniti, sarebbero prevenibili mediante una dieta salutare, l’essere fisicamente attivi e mantenendo un peso sano. In altri paesi le stime sono del 32% nel Regno Unito, del 25% in Brasile e del 24% in Cina.

Dotare gli individui e le comunità delle più recenti informazioni sul legame tra gli stili di vita ed il cancro può responsabilizzare le persone ad effettuare scelte salutari.

Gli individui e le comunità devono essere informate che più di un terzo dei tumori sono prevenibili adottando comportamenti salutari.

  1. WHO. (2012). Global Report: Mortality attributable to tobacco 2012. Geneva: World Health Organization
  2. Tobacco Atlas 2015
  3. WHO. (2011). Global status report on alcohol and health. Geneva: World Health Organization
  4. World Cancer Research Fund / American Institute for Cancer Research. Continuous Update Project (2012) Pancreatic Cancer. http://www.wcrf.org/sites/default/files/ Pancreatic-Cancer-2012-Report.pdf
  5. World Cancer Research Fund / American Institute for Cancer Research. Continuous Update Project Report. http://www.dietandcancerreport.org/cup/index.php.
  6. World Cancer Research Fund International. Link between lifestyle and cancer risk. http://www.wcrf.org/int/linkbetween-lifestyle-cancer-risk
  7. World Cancer Research Fund International. http://www. wcrf.org/int/cancer-facts-figures/preventability-estimates/ cancer-preventability-estimates-diet-nutrition and http:// http://www.wcrf.org/int/policy/nourishing-framework?utm_ source=update&utm_medium=email&utm_ campaign=NOURISHINGJul

                                                                       ———————

NOI POSSIAMO CREARE AMBIENTI DI LAVORO SALUTARI (liberamente tradotta da WE CAN CREATE HEALTY WORPLACES

        Prevedendo una crescita della forza lavoro pari a 3,5 miliardi di persone per il 2030, esiste un’eccezionale opportunità di rendere il luogo di lavoro una base per la prevenzione e la precoce identificazione dei tumori[1].

Nei luoghi di lavoro di tutte le dimensioni si possono introdurre  politiche e programmi in grado di motivare i lavoratori ad adottare comportamenti più salutari. Realizzare ambienti al 100% liberi dal fumo e fornire informazioni e l’accesso a strumenti utili per smettere di fumare è uno dei più limpidi esempi di una politica efficace sul luogo di lavoro per la prevenzione dei tumori: proibire il fumo in tutti gli ambienti di lavoro al chiuso può ridurre la dipendenza dal fumo del 6% [2,3,4].

Altre misure come prevedere la possibilità di scelte alimentari salutari; promuovere lo spostamento attivo da e per il lavoro; incrementare il movimento a lavoro per esempio, con l’utilizzo delle scale, sono tutte strade efficaci per rendere i lavoratori più sani[1,5].

Programmi di benessere nei luoghi di lavoro posso  essere volti anche alla promozione di una precoce scoperta con l’uso di canali di comunicazione per condividere informazioni su segni e sintomi di alcuni tumori e, laddove appropriato, incoraggiando e supportando la partecipazione a campagne di screening sulle neoplasie per una precoce diagnosi[6].

I luoghi di lavoro dovrebbero anche applicare politiche per prevenire l’esposizione occupazionale a sostanze cancerogene, quali l’asbesto ed altri cancerogeni occupazionali[7].

Noi possiamo creare ambienti di lavoro salutari

I datori di lavoro possono favorire nei luoghi di lavoro misure dirette a motivare e supportare abitudini salutari nel corso della vita di tutti i giorni.

  1. UICC, Bupa. (2014). Cancer – It’s everyone’s business. http://www.iccp-portal.org/cancer-its-everyones-business
  2. UICC, Bupa (2015). Less Smoking, Better Business. http://www.iccp-portal.org/less-smoking-better-business
  3. Global Smokefree Partnership. Smokefree-in-a-box. http://www.globalsmokefreepartnership.org
  4. Eriksen M, Mackay J, Schluger N, et al. The Tobacco Atlas, 5th Edition, (2015). American Cancer Society, Atlanta.
  5. NCD Alliance (2016). Realising the potential of workplaces to prevent and control NCDs. https://ncdalliance.org/sites/default/files/NCDs_%26_WorkplaceWellness_web.pdf
  6. UICC, Bupa (2015). Tackling breast cancer in the workplace. http://www.iccp-portal.org/tackling-breastcancer-workplace
  7. International Labour Office. Safety in the Use of Asbestos. http://www.ilo.org/wcmsp5/groups/public/@ed_protect/@protrav/@safework/documents/normativeinstrument/wcms_107843.pdf

IO POSSO RITORNARE AL LAVORO (liberamente tradotto da I CAN RETURN TO WORK) 

 Molte persone affette da neoplasia desiderano riprendere il lavoro. 

Alla base di un ritorno all’attività lavorativa vi sono sia ragioni finanziarie che di tipo emotivo, con il lavoro è possibile ristabilire una normalità, una stabilità, il contatto sociale ed una rendita[1].

Molto spesso, le persone che sono affette da una malattia necessitano della collaborazione dei propri datori di lavoro per la realizzazione di alcune agevolazioni volte a favorire il successo del proprio ritorno all’attività[2,3].

Discutere della neoplasia con i propri datori di lavoro può aiutare a garantire che vengano messi in atto i corretti adeguamenti funzionali per la persona affetta dalla malattia, come cambiamenti nei compiti o una riorganizzazione basata sulle differenti necessità fisiologiche, ad es. realizzare modifiche legate alla capacità fisica e di mobilizzazione per la difficoltà all’uso delle scale. Può anche essere plausibile un graduale ritorno al lavoro in modo tale da supportare una più agevole ripresa delle attività lavorative.

Spesso, la tipologia di adeguamento richiesta cambia nel tempo e continuare un dialogo aperto ed onesto con il datore di lavoro, su cosa sia possibile o non riguardo ad un organizzazione flessibile ed a modifiche del lavoro stesso, è di vitale importanza per evitare possibili fraintendimenti per ciascuno.

E’ altresì importante che le persone colpite dal cancro che desiderino ritornare al lavoro conoscano i propri diritti. In molti paesi, i datori di lavoro hanno l’obbligo legale di realizzare sostanziali modifiche al lavoro per le persone malate e garantire che questi ultimi non vengano svantaggiati rispetto agli altri colleghi[4,5].

Con il giusto sostegno, le persone affette da neoplasia possono ritornare con successo al lavoro.

  1. Macmillan Cancer Support. Work and Cancer. http://www.macmillan.org.uk/Cancerinformation/Livingwithandaftercancer/Workandcancer/Workandcancer.aspx
  2. Cancer Council NSW. Working during cancer treatment and recovery. http://www.cancercouncil.com.au/31271/b1000/cancer-work-you-47/working-during-cancer-treatment-andrecovery/#dMHmPfc29xMVaWJ6.99
  3. Canadian Partnership Against Cancer. (2012). Return to Work Concerns Faced by People Dealing with Cancer and Caregivers. http://www.cancerview.ca/idc/groups/public/documents/webcontent/rtw_literature_review.pdf
  4. UICC, Bupa (2015). Working with cancer: Supporting employees living with cancer to return to work. http://www.iccp-portal.org/resources/uicc-bupa-–-working-cancersupporting-employees-living-cancer-return-work
  5. McCabe Centre for Law & Cancer, Cancer Council Victoria.

Di seguito i link all’area del sito dove sono presenti i Comunicati Stampa della IARC tradotti in italiano (IARC Press Releases), WCD 2016WCD 2015 e WCD 2014.

last updated at February 4th 2017 by   Lucio Fellone (lucio.fellone@gmail.com)

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Giornata mondiale per la lotta all’epatite virale 2016

English translation

      UMdL partecipa alla Giornata mondiale per la lotta all’epatite virale del 28 luglio organizzata dalla World Hepatitis Alliance e sostenuta dalla Organizzazione Mondiale della Sanità (WHO) e dal Centers for Disease Control and Prevention (CDC). In tutto il mondo sono stati pianificati diversi eventi per promuovere l’iniziativa.

Quest’anno viene inaugurata una nuova piattaforma online www.nohep.org che ha lo scopo di promuovere l’eliminazione dell’epatite virale entro il 2030. Non a caso il motto di NOhep è proprio: ” UNISCITI A NOhep PER FAR SI’ CHE L’ELIMINAZIONE DELL’EPATITE VIRALE RAPPRESENTI IL NOSTRO PROSSIMO GRANDE SUCCESSO”.

Per il lancio di NOhep è stato realizzato il seguente video  per il quale UMdL ha effettuato la traduzione dei sottotitoli in italiano (video originale disponibile all’indirizzo: https://youtu.be/cVttqfgExL0).

Sul sito ufficiale della  Giornata mondiale per la lotta all’epatite virale 2016 è presente una grande quantità di materiale per la Campagna di NOhep in differenti lingue, ma non in lingua italiana. UMdCos'è NOhepL ha effettuato la traduzione integrale in italiano relativa al foglietto informativo di NOhep (NOhep foglietto illustrativo in italiano).

Sul sito della WHO il motto di quest’anno è: “CONOSCI L’EPATITE – AGISCI SUBITO” (“KNOW HEPATITIS – ACT NOW“). Presto UMdL fornirà la versione integrale in italiano delle schede informative relative all’epatite B ed all’Epatite C.

Inoltre, nel maggio 2016, l’Assemblea Mondiale della Sanità ha adottato la prima “Strategia mondiale per il settore sanitario contro l’epatite virale, 2016-2021” (“Global Health Sector Strategy on Viral Hepatitis, 2016-2021”).

Anche sul sito della CDC sono presenti numerosi documenti ed informazioni sulla patologia.

Di seguito vengono fornite alcune immagini illustrative relative alla diffusione delle epatiti e di alcune patologie ad esse correlate nel Mondo ed in Italia:

  • un’immagine relativa alla quantità di DALYs (Attesa di vita in anni vissuta con disabilità / Disability-adjusted life years) in tutto il Mondo collegati all’epatite B e C, alla cirrosi e al tumore epatico ad esse correlato nel 2013 (le informazioni provengono dal sito www.healthdata.org);

DALYs Epatite B e C e patologie correlate Mondo 2013 orizzontale

  • un’immagine relativa alla quantità di DALYs collegati in Italia all’epatite B, alla cirrosi e al tumore epatico ad essa correlato nel 2013 (le informazioni provengono dal sito www.healthdata.org);
    DALYs Epatite B e patologie correlate Italia 2013 orizzontale.jpg
  • un’immagine relativa alla quantità di DALYs collegati in Italia all’epatite C, alla cirrosi e al tumore epatico ad essa correlato nel 2013 (le informazioni provengono dal sito www.healthdata.org).DALYs Epatite C e patologie correlate Italia 2013 orizzontale.jpg

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Il dottor Baruch Samuel Blumberg nacque il 28 luglio 1925 a New York. Lo scienziato scoprì nel 1967 il virus responsabile dell’epatite B ed assieme ad i suoi colleghi sviluppò il primo vaccino contro l’epatite B; nel 1976 fu insignito del Premio Nobel per aver raggiunto tali risultati. A partire dal primo e fondamentale articolo elaborato[1] i ricercatori hanno conseguito numerosi progressi nell’ambito della prevenzione e del trattamento delle epatiti virali.

Esistono 5 differenti tipi di virus dell’epatite (A, B, C, D ed E) e sono note diverse modalità di trasmissione (per i virus B, C e D ciò avviene prevalentemente per contatto di sangue con sangue e talvolta tramite il contatto con altri fluidi corporei; i virus A ed E vengono trasmessi principalmente attraverso il cibo o l’acqua contaminata o a causa di una scarsa disponibilità di servizi igienici adeguati).

Tutti i virus dell’epatite possono provocare infiammazione del fegato e l’infezione cronica da virus B e C può portare alla cirrosi ed al carcinoma epatico. Circa 240 milioni di persone convivono con un epatite B cronica e circa 130–150 milioni di persone nel mondo presentano una epatite cronica da virus C.[2, 3]

Nel mondo muoiono circa 4.000 persone al giorno a causa delle epatiti virale B e C (1,45 milioni di persone ogni anno). Chiunque può effettuare la vaccinazione contro l’epatite B soprattutto se in precedenza non è stata eseguita in maniera adeguata. Tra le persone maggiormente a rischio per epatite B vi sono coloro che assumono droghe per via iniettiva, il personale sanitario, il personale che lavora negli istituti penitenziari, coloro che esercitano la prostituzione. Attualmente sono disponibili nuove linee guida sull’epatite B realizzate dalla WHO.[4]

Ogni anno vengono effettuate almeno 16 miliardi di iniezioni (il 90% di esse avvengono in ambito sanitario). Secondo la WHO ogni anno circa 8 miliardi di trattamenti medici effettuati tramite le iniezioni potrebbero essere somministrati per via orale. Punture effettuate in assenza di sicurezza causano ogni anno fino a 33.800 infezioni da HIV, 1,7 milioni di infezioni da epatite B e 315.000 da epatite C. Sia i pazienti che i professionisti in ambito sanitario sono a rischio di infortuni provocati da punture di aghi. La WHO ed altre associazioni internazionali (il Safe Injection Global Network (SIGN), l’UNICEF e la GAVI Alliance) ritengono che il fulcro di questa battaglia sia rappresentato dalla formazione sull’importanza di usare materiale sterile, di effettuare procedure sicure, di eliminare le iniezioni superflue e di vagliare meglio i materiali da utilizzare. Oggigiorno esistono in commercio numerose nuove siringhe intelligenti.[5] Questi dispositivi sono stati progettati con meccanismi che ne provocano la auto-inattivazione o ne impediscono il riutilizzo. Sono disponibili maggiori informazioni all’interno delle nuove linee guida realizzate dalla WHO su questo argomento.[6]

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Lucio Fellone (lucio.fellone@unisi.itlucio.fellone@gmail.com) / Ultima modifica il 27/07/2016
Link all’articolo sulla Giornata mondiale della lotta all’epatite virale 2015
Link all’articolo sulla Giornata mondiale della lotta all’epatite virale 2014

Bibliografia

  1. Blumberg BS, Alter HJ, Visnich S. A ‘‘new’’ antigen in leukemia sera. JAMA 1965;191:541-546 [Pubmed].
  2. World Health Organization – Media Centre – Hepatitis B Fact Sheet (Updated July 2016): http://www.who.int/mediacentre/factsheets/fs204/en/  [Last accessed July 2016].
  3. World Health Organization – Media Centre – Hepatitis C Fact Sheet (Updated July 2016): http://www.who.int/mediacentre/factsheets/fs164_apr2014/en/ [Last accessed July 2016].
  4. World Health Organization – Guidelines for the prevention, care and treatment of persons with chronic hepatitis B infection. Published on March 2015. Pp.166.ISBN:978 92 4 154905 9. http://www.who.int/mediacentre/news/releases/2015/hepatitis-b-guideline/en/ .
  5. World Health Organization – Injection safety – Injection safety policy and global campaign: http://www.who.int/injection_safety/global-campaign/en/ [Last accessed July 2015].
  6. World Health Organization – WHO guideline on the use of safety-engineered syringes for intramuscular, intradermal and subcutaneous injections in health-care settings. WHO/HIS/SDS/2015.5. http://www.who.int/injection_safety/global-campaign/injection-safety_guidline.pdf?ua=1 .

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Materiale

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WHO infographic-WHD 2016

Technical considerations and case definitions to improve surveillance for viral hepatitis report

Considerazioni tecniche e definizione dei casi per migliorare la sorveglianza sanitaria per le epatiti virali (in inglese)

 

 

 

 

Linee guida di prevenzione oncologica Cancerogeni occupazionali – Regione Toscana (aggiornato al 2016)

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Linee guida prevenzione oncologica Cancerogeni Occupazionali - Regione Toscana

        UMdL segnala le “Linee guida di prevenzione oncologica Cancerogeni occupazionali: prevenzione ed emersione dei tumori professionali” realizzata dalla della Regione Toscana nel 2016.

Questo documento rappresenta un aggiornamento ed un ulteriore arricchimento delle “Linee guida di prevenzione oncologica Cancerogeni occupazionali (ultimo aggiornamento del 2014)“.

Nelle attuali Linee guida viene posto l’accento sulla quantità di tumori professionali che non vengono segnalati come tali e sulle strategie per evitare che ciò continui ad accadere.  Sono stati realizzati anche degli approfondimento relativi ai temi: amianto, esposizione alle radiazioni ultraviolette (UV), esposizione alle radiazioni ionizzanti ed esposizione a silice libera cristallina.

A breve sarà disponibile su UMdL un riassunto del contenuto presente nel documento.Un riassunto delle Linee Guida sui cancerogeni occupazionali della Regione Toscana del 2014 realizzato dalla dott.ssa Sveva Indini e dal dott. Gabriele D’Hauw è disponibile a questo link.

 

Ricordo dei giudici Giovanni Falcone e Paolo Borsellino

Updating Medicina del Lavoro

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Giovanni_Falcone_and_Paolo_Borsellino

Il 23 di maggio è l’anniversario della strage di Capaci. Il 23 Maggio 1992, vicino Palermo, il magistrato Giovanni Falcone, sua moglie e tre membri della scorta furono uccisi da un attacco mafioso; 57 gironi dopo anche il magistrato Paolo Borsellino e cinque membri della scorta furono uccisi da un’autobomba posta dalla mafia in via D’Amelio a Palermo.

Per tale ragione oggi è una valida occasione per ricordare tutti coloro che lottano ogni giorno contro tutte le mafie in Italia e nel Mondo. Le organizzazioni criminali da sempre sfruttano il lavoro altrui e pongono la Prevenzione, la Sicurezza e la Salute dei lavoratori in ultima posizione.

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28 aprile 2016: Giornata mondiale per la salute e la sicurezza sul lavoro

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WDFSAHAWork 2016

UMdL partecipa alla Giornata mondiale per la la salute e sicurezza sul lavoro 2016 sostenuta anche dalla International Labour Organization (ILO) e supportata dalla International Social Security Association (ISSA).
Il 28 Aprile è anche il giorno dell’International Workers’ Memorial Day. In tutto il mondo viene promossa la prevenzione delle malattie e degli incidenti sui luoghi di lavoro ed il ricordo delle vittime. E’ possibile seguire gli eventi, spesso promossi dalle associazioni sindacali in molti Paesi, sul sito 28april.org.

In Italia, in particolare, questa giornata è un’occasione per ricordare anche tutte le vittime dell’amianto. Qui è possibile accedere ad informazioni relative al convegno promosso dalle associazioni sindacali Cgil, Cisl e Uil dal tema MAI PIU’ AMIANTO che si terrà a Roma il 29 aprile 2016.

Quest’anno il tema della Giornata è “Workplace Stress: a collective challenge(Stress sul luogo di lavoro: una sfida collettiva”). Qui di seguito viene riportata una traduzione di quanto presente sulla pagina ufficiale dell’ILO:

Quest’anno  il tema della campagna della Giornata per la Salute e Sicurezza sul Lavoro è “Stress sul luogo di lavoro: una sfida collettiva”. Il report che è stato realizzato per l’occasione richiama l’attenzione sulle attuali tendenze relative alla problematica dello stress lavoro-correlato a livello globale e sul suo impatto.

Al giorno d’oggi, numerosi lavoratori affrontano sempre maggiori pressioni per soddisfare le richieste delle moderne attività lavorative. Rischi psicosociali quali l’aumento della competitività, le maggiori aspettative sul rendimento ed un numero superiore di ore lavorative contribuiscono a che il luogo di lavoro diventi un ambiente sempre più stressante. Con il ritmo di lavoro dettato dalle comunicazioni istantanee e gli elevati livelli di competitività globale, la linea di separazione tra lavoro e vita privata sta diventando sempre più difficile da identificare. Inoltre, a causa dei profondi cambiamenti delle relazioni lavorative e dell’attuale recessione economica, i lavoratori stanno sperimentando cambiamenti organizzativi e di ristrutturazione, riduzione delle opportunità di lavoro, aumento del lavoro precario, timore di perdere le proprie occupazioni, licenziamenti su larga scala e disoccupazione, minore stabilità finanziaria, con gravi conseguenze a carico della propria salute mentale e del proprio benessere.

Negli ultimi anni, tra ricercatori, professionisti e decisori politici c’è stata una maggiore attenzione all’impatto dei rischi psicosociali e sullo stress lavoro-correlato. Lo stress lavoro-correlato è adesso comunemente riconosciuto come una problematica globale che colpisce tutti i paesi, tutte le professioni e tutti i lavoratori sia nei paesi sviluppati che in quelli in via di sviluppo. In questo contesto complesso, il luogo di lavoro può costituire al contempo sia un’importante causa di rischi psicosociali  e sia il luogo idoneo per ben indirizzarli allo scopo di proteggere la salute ed il benessere dei lavoratori.

(libera traduzione)

Qui c’è il link alla pagina di UMdL sulla Giornata mondiale per la salute e sicurezza sul lavoro 2015 e sulla  Giornata mondiale per la la salute e sicurezza sul lavoro 2014


Lucio Fellone (lucio.fellone@gmail.com)
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Questo ed altri poster sulla Workers’Memorial Day sul sito: www.hazard.org

Giornata Mondiale della Tubercolosi 2016

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             UMdL partecipa alla Giornata Mondiale per la lotta alla Tubercolosi 2016 organizzata dalla Stop TB Partnership e supportata dalla World Health Organization (WHO) e dal Centers for Disease Control and Prevention (CDC).

Quest’anno UMdL ha collaborato con Stop TB Partnership  alla traduzione in italiano dei poster per la Campagna disponibili alla pagina: www.stoptb.org/events/world_tb_day/2016/materials.asp.

Frasi chiave della Campagna di quest’anno sono: Uniti per porre fine alla TB; 10 milioni di vite; Cos’hanno in comune Nelson Mandela e Jane Austen?;  Cambiare i paradigmi per porre fine alla tubercolosi; Porre fine all’epidemia globale di tubercolosi in una generazione; Porre fine all’epidemia di tubercolosi entro una generazione; Non meno del 90%…

Da alcuni estratti della più recente scheda informativa sulla tubercolosi pubblicata sul sito della WHO si evince:

”     La Tubercolosi (TB) tra tutte le patologie infettive è quella che provoca il maggior numero di morti al Mondo.

Nel 2014, si sono ammalate di TB 9,6 milioni di persone (1 milione di bambini) e ne sono morte 1,5 milioni (tra cui 140.000 bambini).
La tubercolosi colpisce principalmente adulti nei loro anni più produttivi. Tuttavia, tutte le età sono a rischio. Oltre il 95% dei casi e delle morti avvengono nei paesi in via di sviluppo. Nel 2014 circa l’80% dei casi si è verificato in 22 paesi. I 6 paesi con il maggior numero di casi verificatisi nel 2014 sono stati: Indonesia, Nigeria, Pakistan, Repubblica Popolare Cinese e Sud Africa.

La TB è la prima causa di morte tra le persone HIV-positive (ha contribuito ad un decesso ogni 3 nel 2015). Nel 2014 circa 240.000 persone nel Mondo hanno sviluppato una TB-multiresistente ai farmaci più frequentemente usati per il trattamento (MDR-TB).

L’incidenza della TB è attualmente inferiore del 18% rispetto al valore del 2000. Il tasso di mortalità tra il 1990 ed il 2015 è diminuito del 47%. Circa 43 milioni di vite sono state salvate grazie alla diagnosi ed al trattamento della TB tra il 2000 ed il 2014.
Circa un terzo della popolazione mondiale è affetta da TB latente, che indica le persone che sono state infettate dal batterio della TB ma non sono (ancora) ammalate e non possono trasmettere la malattia. Costoro presentano nel corso della vita un rischio del 10% di ammalarsi di TB. Sono a maggior rischio coloro che hanno un sistema immunitario compromesso (come le persone affette da HIV), i soggetti che sono malnutriti o che hanno il diabete, o chi consuma tabacco.

La tubercolosi è una malattia prevenibile, curabile e trattabile.

La WHO si focalizza su 6 punti essenziali per affrontare la tubercolosi:

  • Fornire una leadership globale su problematiche critiche della TB.
  • Sviluppare politiche, strategie e criteri basati sull’evidenza per la prevenzione della TB, la cura ed il controllo della TB e seguirne lo sviluppo.
  • Fornire supporto tecnico agli Stati Membri, catalizzare i cambiamenti e costruire delle capacità sostenibili.
  • Monitorare la gestione globale della TB e verificare i progressi nel trattamento della TB, nel controllo e nella gestione delle risorse finanziarie.
  • Mettere a punto un’agenda di ricerca per la TB e stimolare la produzione, il trasferimento e la disseminazione di preziose conoscenze.
  • Agevolare e coinvolgere in partnership al fine di agire contro la TB.

tb_strategy_logo_bluebgLa WHO End TB Strategy, adottata dalla World Health Assembly nel maggio 2014, è un modello per porre fine alla epidemia di TB a livello nazionale riducendo le morti, l’incidenza ed eliminando i costi elevati legati alla malattia. Ciò presuppone degli obiettivi di impatto a livello globale al fine di ridurre le morti da TB del 90% e decurtare dell’80% i nuovi casi tra il 2015 ed il 2030 e per assicurarsi che nessuna famiglia sia gravata dai costi catastrofici causati dalla TB.
Porre fine alla epidemia di TB entro il 2030 è tra gli obiettivi di salute adottati dai nuovi Sustainable Development Goals. La WHO ha un ulteriore obiettivo ed ha prefissato per il 2035 una riduzione del 95% delle vittime e del 90% dell’incidenza della TB (livelli sovrapponibili a quelli attualmente presenti in paesi a bassa incidenza di tubercolosi).

La strategia si avvale di 3 pilastri strategici che devono essere posti sul campo per porre fine in modo efficace alla epidemia:
1. Cura e prevenzione centrata sul paziente;
2. Politiche decise e sistemi di supporto;
3. Intensificazione della ricerca e della innovazione.
Il successo della Strategia dipenderà dal rispetto dei paesi dei seguenti 4 principi chiave e da come essi renderanno effettivi gli interventi fondanti di ciascun pilastro:
supervisione e assunzione di responsabilità dei governi con il monitoraggio e valutazioni; stretta alleanza con le organizzazioni della società civile e delle comunità; protezione e promozione dei diritti, dell’etica e dell’equità tra gli esseri umani; adattamento della strategia e degli obiettivi a livello nazionale con collaborazione a livello globale.”

[Tradotto da: WHO – Media Center – Tuberculosis Fact sheet N°104 Reviewed March 2016]

Dati del 2014 del WHO mostrano che in Italia la mortalità per TB (tra i non affetti da HIV) era di 0,44 (0,43-0,44) ogni 100.000 persone, l’incidenza della  tubercolosi nella popolazione era di 6 (5,2-6,8) casi per 100.000 persone. Questi ed ulteriori dati sono disponibili nella banca dati alla pagina: Tuberculosis country profiles.

WORLD TB DAY 2016: UNITE TO END TB Join the 2016 Campaign!

Qui di seguito i nostri link alla:

 Giornata Mondiale della Tubercolosi 2015 e  Giornata Mondiale della Tubercolosi 2014

Lucio Fellone (lucio.fellone@gmail.com / lucio.fellone@unisi.it)



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EndTB_infographic_TBREACHGDF

Scheda informativa sulla TB da StopTB.org

Comunicati stampa della IARC n.238, n.239, n.240, n.241 e n.242

English translation

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UMdL segnala i più recenti comunicati stampa della IARC:

Di seguito è disponibile la versione in Italiano autorizzata dalla IARC di ciascuno dei comunicati segnalati:

Qui il link all’archivio dei precedenti comunicati stampa della IARC

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