Giornata mondiale per la lotta all’epatite virale 2016

English translation

      UMdL partecipa alla Giornata mondiale per la lotta all’epatite virale del 28 luglio organizzata dalla World Hepatitis Alliance e sostenuta dalla Organizzazione Mondiale della Sanità (WHO) e dal Centers for Disease Control and Prevention (CDC). In tutto il mondo sono stati pianificati diversi eventi per promuovere l’iniziativa.

Quest’anno viene inaugurata una nuova piattaforma online www.nohep.org che ha lo scopo di promuovere l’eliminazione dell’epatite virale entro il 2030. Non a caso il motto di NOhep è proprio: ” UNISCITI A NOhep PER FAR SI’ CHE L’ELIMINAZIONE DELL’EPATITE VIRALE RAPPRESENTI IL NOSTRO PROSSIMO GRANDE SUCCESSO”.

Per il lancio di NOhep è stato realizzato il seguente video  per il quale UMdL ha effettuato la traduzione dei sottotitoli in italiano (video originale disponibile all’indirizzo: https://youtu.be/cVttqfgExL0).

Sul sito ufficiale della  Giornata mondiale per la lotta all’epatite virale 2016 è presente una grande quantità di materiale per la Campagna di NOhep in differenti lingue, ma non in lingua italiana. UMdCos'è NOhepL ha effettuato la traduzione integrale in italiano relativa al foglietto informativo di NOhep (NOhep foglietto illustrativo in italiano).

Sul sito della WHO il motto di quest’anno è: “CONOSCI L’EPATITE – AGISCI SUBITO” (“KNOW HEPATITIS – ACT NOW“). Presto UMdL fornirà la versione integrale in italiano delle schede informative relative all’epatite B ed all’Epatite C.

Inoltre, nel maggio 2016, l’Assemblea Mondiale della Sanità ha adottato la prima “Strategia mondiale per il settore sanitario contro l’epatite virale, 2016-2021” (“Global Health Sector Strategy on Viral Hepatitis, 2016-2021”).

Anche sul sito della CDC sono presenti numerosi documenti ed informazioni sulla patologia.

Di seguito vengono fornite alcune immagini illustrative relative alla diffusione delle epatiti e di alcune patologie ad esse correlate nel Mondo ed in Italia:

  • un’immagine relativa alla quantità di DALYs (Attesa di vita in anni vissuta con disabilità / Disability-adjusted life years) in tutto il Mondo collegati all’epatite B e C, alla cirrosi e al tumore epatico ad esse correlato nel 2013 (le informazioni provengono dal sito www.healthdata.org);

DALYs Epatite B e C e patologie correlate Mondo 2013 orizzontale

  • un’immagine relativa alla quantità di DALYs collegati in Italia all’epatite B, alla cirrosi e al tumore epatico ad essa correlato nel 2013 (le informazioni provengono dal sito www.healthdata.org);
    DALYs Epatite B e patologie correlate Italia 2013 orizzontale.jpg
  • un’immagine relativa alla quantità di DALYs collegati in Italia all’epatite C, alla cirrosi e al tumore epatico ad essa correlato nel 2013 (le informazioni provengono dal sito www.healthdata.org).DALYs Epatite C e patologie correlate Italia 2013 orizzontale.jpg

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Il dottor Baruch Samuel Blumberg nacque il 28 luglio 1925 a New York. Lo scienziato scoprì nel 1967 il virus responsabile dell’epatite B ed assieme ad i suoi colleghi sviluppò il primo vaccino contro l’epatite B; nel 1976 fu insignito del Premio Nobel per aver raggiunto tali risultati. A partire dal primo e fondamentale articolo elaborato[1] i ricercatori hanno conseguito numerosi progressi nell’ambito della prevenzione e del trattamento delle epatiti virali.

Esistono 5 differenti tipi di virus dell’epatite (A, B, C, D ed E) e sono note diverse modalità di trasmissione (per i virus B, C e D ciò avviene prevalentemente per contatto di sangue con sangue e talvolta tramite il contatto con altri fluidi corporei; i virus A ed E vengono trasmessi principalmente attraverso il cibo o l’acqua contaminata o a causa di una scarsa disponibilità di servizi igienici adeguati).

Tutti i virus dell’epatite possono provocare infiammazione del fegato e l’infezione cronica da virus B e C può portare alla cirrosi ed al carcinoma epatico. Circa 240 milioni di persone convivono con un epatite B cronica e circa 130–150 milioni di persone nel mondo presentano una epatite cronica da virus C.[2, 3]

Nel mondo muoiono circa 4.000 persone al giorno a causa delle epatiti virale B e C (1,45 milioni di persone ogni anno). Chiunque può effettuare la vaccinazione contro l’epatite B soprattutto se in precedenza non è stata eseguita in maniera adeguata. Tra le persone maggiormente a rischio per epatite B vi sono coloro che assumono droghe per via iniettiva, il personale sanitario, il personale che lavora negli istituti penitenziari, coloro che esercitano la prostituzione. Attualmente sono disponibili nuove linee guida sull’epatite B realizzate dalla WHO.[4]

Ogni anno vengono effettuate almeno 16 miliardi di iniezioni (il 90% di esse avvengono in ambito sanitario). Secondo la WHO ogni anno circa 8 miliardi di trattamenti medici effettuati tramite le iniezioni potrebbero essere somministrati per via orale. Punture effettuate in assenza di sicurezza causano ogni anno fino a 33.800 infezioni da HIV, 1,7 milioni di infezioni da epatite B e 315.000 da epatite C. Sia i pazienti che i professionisti in ambito sanitario sono a rischio di infortuni provocati da punture di aghi. La WHO ed altre associazioni internazionali (il Safe Injection Global Network (SIGN), l’UNICEF e la GAVI Alliance) ritengono che il fulcro di questa battaglia sia rappresentato dalla formazione sull’importanza di usare materiale sterile, di effettuare procedure sicure, di eliminare le iniezioni superflue e di vagliare meglio i materiali da utilizzare. Oggigiorno esistono in commercio numerose nuove siringhe intelligenti.[5] Questi dispositivi sono stati progettati con meccanismi che ne provocano la auto-inattivazione o ne impediscono il riutilizzo. Sono disponibili maggiori informazioni all’interno delle nuove linee guida realizzate dalla WHO su questo argomento.[6]

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Lucio Fellone (lucio.fellone@unisi.itlucio.fellone@gmail.com) / Ultima modifica il 27/07/2016
Link all’articolo sulla Giornata mondiale della lotta all’epatite virale 2015
Link all’articolo sulla Giornata mondiale della lotta all’epatite virale 2014

Bibliografia

  1. Blumberg BS, Alter HJ, Visnich S. A ‘‘new’’ antigen in leukemia sera. JAMA 1965;191:541-546 [Pubmed].
  2. World Health Organization – Media Centre – Hepatitis B Fact Sheet (Updated July 2016): http://www.who.int/mediacentre/factsheets/fs204/en/  [Last accessed July 2016].
  3. World Health Organization – Media Centre – Hepatitis C Fact Sheet (Updated July 2016): http://www.who.int/mediacentre/factsheets/fs164_apr2014/en/ [Last accessed July 2016].
  4. World Health Organization – Guidelines for the prevention, care and treatment of persons with chronic hepatitis B infection. Published on March 2015. Pp.166.ISBN:978 92 4 154905 9. http://www.who.int/mediacentre/news/releases/2015/hepatitis-b-guideline/en/ .
  5. World Health Organization – Injection safety – Injection safety policy and global campaign: http://www.who.int/injection_safety/global-campaign/en/ [Last accessed July 2015].
  6. World Health Organization – WHO guideline on the use of safety-engineered syringes for intramuscular, intradermal and subcutaneous injections in health-care settings. WHO/HIS/SDS/2015.5. http://www.who.int/injection_safety/global-campaign/injection-safety_guidline.pdf?ua=1 .

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Materiale

nohep.logo_horizontal

infographic-en

WHO infographic-WHD 2016

Technical considerations and case definitions to improve surveillance for viral hepatitis report

Considerazioni tecniche e definizione dei casi per migliorare la sorveglianza sanitaria per le epatiti virali (in inglese)

 

 

 

 

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